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giovedì 26 dicembre 2013

Cappella della Madre di Dio nel Santuario della Grotta del Latte a Betlemme



Accanto alla Grotta della Natività si trova un’altra grotta dove, secondo la tradizione, la Madonna versò alcune gocce del latte per il Bambino.
La venerazione per questo luogo ha portato a decidere di erigere il nuovo edificio per il culto e l’ospitalità.

Vi sono reliquie antichissime: gocce di latte cadute dal seno della Vergine mentre allattava Gesù Bambino avrebbero cambiato il colore della roccia rossastra di Betlemme. Frammenti di questa roccia polverizzata furono portati in Europa nel VI secolo e sono conservati in piccole forme nella cattedrale di Oviedo in Spagna. Altri reperti più recenti si trovano
nel Museo dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme: piccole formelle con stampigliato il monogramma mariano o l’icona della Madre di Dio.
Lo riferisce padre Michele Piccirillo, archeologo di fama che tra l’altro opera presso lo Studium Biblicum Gerosolimitano. Le puerpere prive di latte o le donne desiderose di maternità, per tradizione bevono la polvere di roccia di quella grotta disciolta in acqua, per richiedere l’intercessione della Vergine a loro favore.
Il diffondersi della devozione portò alla decisione, nel 1871, di edificarvi accanto un piccolo ospizio e una chiesetta, la cui facciata fu poi, nel 1935, decorata da artigiani locali che lavorarono la pietra come madreperla. In occasione del Grande Giubileo del 2000, fra’ Lorenzo Bode, custode del santuario (nella Grotta officiano dal XIV secolo i Padri Francescani), ebbe l’idea di erigere una nuova cappella. A motivare la decisione contribuì Mons. Jan Majernik, guida dei
pellegrini che giungevano sempre più numerosi.

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