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mercoledì 18 dicembre 2013

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo


Iniziamo questa nuova giornata con un bel segno di croce

Non ce ne rendiamo conto, ma nel segno della croce c’è la sintesi della nostra fede: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”:
la Trinità, l’oggetto e la sintesi del nostro credere.(Pensiero , Cuore e Azione )
Gesù manda i suoi a battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando a tutti i popoli che li accoglieranno ad osservare tutto ciò che lui ha comandato.
Ha comandato l’amore. Sappiamo che l’amore è il primo comandamento di Gesù.
Per questo i suoi sono invitati a battezzare nel nome della Trinità, primo nucleo in cui circola l’amore, primo spazio per la relazione donativa.
È difficile concepire la Trinità. È uno degli atti di fede più impegnativi e più belli a cui è chiamata la fede cristiana, ma è straordinario pensare che quel circolo d’amore che i fedeli riconoscono provenire dal Padre e dal Figlio, inizi lì, in quella comunicazione senza sosta tra le tre Persone.
Padre, Figlio e Spirito Santo sono uniti nell’amore. Generano amore. Dialogano d’amore. Fanno fuoriuscire amore nella loro relazione.
I tre, totalmente diversi, scambiano, generano, producono amore. Il Padre crea nell’amore. Il Figlio si dona e risorge nell’amore. Lo Spirito è consolazione d’amore.
In questo modo la terra, le creature di Dio, gli esseri umani si trovano, per dono, colmi d’amore.
Per questo possiamo dire che siamo a immagine della Trinità, perché riempiti d’amore.
Per questo possiamo vivere l’amore trinitario, perché siamo colmati d’amore. Il nostro amore sarà imperfetto, forse, perché è amore creaturale, ma siamo chiamati a viverlo, pur nel riconoscimento delle nostre fragilità, perché la Trinità con il suo scambio d’amore continuo, ci dona amore in esubero. Ripensiamo allora questo invito a battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Ogni volta che parliamo di Cristo, ogni volta che viviamo secondo Cristo, ogni volta che qualcuno entra nella Chiesa, comunità credente e noi lo accogliamo, ricordiamoci che tu ciò è a immagine della Trinità, ovvero a partire da un atto d’amore, donativo e di circolo di vita.
Ogni volta che facciamo il segno della croce, ricordiamo che sigilliamo il nostro vivere secondo l’amore trinitario che tutto dona, nulla conserva e tutto offre.
Ripensiamo le nostre relazioni e le nostre dinamiche comunitarie a partire da questo amore in continuo dono.

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