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sabato 22 marzo 2014

Ero un vip ...e nella mia vita ho sempre fatto tutto quello che desideravo.

Testimonianza di Adrian

Ero la pecora smarrita ma Lui è venuto a cercarmi
Sono poco più di tre anni che ho incontrato il Signore e la mia vita è cambiata, ho trovato la felicità, tranquillità e pace. Ho sempre ricercato la felicità in mille modi, anche se a volte questo comportava il rischio della mia vita stessa.
Sono Colibas Conte Adrian, ho 35 anni e abito in provincia di Verona da poco più di tre anni.
La mia infanzia è stata molto movimentata. La mia famiglia cattolica solo di nome non mi ha mai detto che Dio esiste e sui muri di casa mia non mi ricordo né un crocefisso, neanche un’immagine sacra.
Nonno inglese, nonna metà inglese metà tedesca, mamma tedesca, papà rumeno; potete immaginarvi cosa può venire fuori: io Conte.
Ricevevo più amore dagli estranei che dalla mia famiglia; invidiavo i bambini poveri, ma almeno erano felici perché la loro mamma li accarezzava, gli parlava, gli dava il bacio della buona notte…
Ho fatto arti marziali per tantissimi anni e a 13 anni facevo parte della squadra migliore della serie A e subito dopo mi hanno preso in nazionale.
Con lo sport ho girato quasi tutto il mondo.
A 17 anni ero cuoco a Roma in uno dei migliori ristoranti delle guide Michelin e sommelier.
All’età di 19 anni ero guardia del corpo dei vip e personaggi televisivi, poi buttafuori, l’ho fatto per 7 anni.
Ero in mezzo a gente piena di soldi, droga, sesso…
Nella mia vita non mi sono mai mancati soldi, donne, macchine ecc..avevo tutto no??
Ho avuto più di 300 donne, e che donne!! di tutte le razze e di tutte le età, more, bionde, gialle, verdi.
Per me la donna non era altro che un oggetto usavo per soddisfare il mio desiderio e basta.
Ero maschilista, orgoglioso, furbo e giocavo con chiunque…ormai l’universo donna per me era un gioco da ragazzi.
Da li a poco entro a far parte dei moto club.
Avete presente quelle bande che comandano il territorio un po’ come nel Bronx?
Anche li, raggiungo l’apice nel giro di qualche anno e ho combinato più cose io che una persona in 30 anni: donne, botte, soldi, droga, alcol. Mi facevo rispettare a forza di botte.
In quel mondo solo chi è forte va avanti. Avevo conoscenze dappertutto, anche all’estero e andavo sempre in giro armato. Ero un guerriero invincibile e riuscivo sempre a ribaltare e sottomettere uomini grandi come montagne. Mi sono sempre e comunque fatto rispettare.
Quattro anni fa conosco il mio angelo, era così bella, due bei occhi, serena e vi dirò che per la prima volta nella mia vita mi sono innamorato.
Non mi era mai successo.
Lei si chiama Catya ed era l’opposto di quello che ero io.
Andava in chiesa, non aveva esigenze di andare sempre in giro come me.
Certo non era la donna di classe che ho sempre avuto, ma mi ha molto colpito la sua spontaneità, la sua semplicità, a volte impacciata e per questo mi piaceva….e poi era bellissima!
Andiamo a convivere, anche se era dura perché io ero invitato un po’ dappertutto; volevo sempre andare in giro…ero un vip, no?
Lei faceva fatica a venire con me perché la gente che frequentavo era un po’ particolare.
L’accompagnavo ogni tanto la domenica pomeriggio al Santuario della Comuna ad Ostiglia (Mn), ma io non entravo in chiesa, andavo al bar di fronte.
Il frate francescano che mi vedeva mi invitava ad entrare ma io gli rispondevo che non avevo tempo da perdere. Immaginate uno come me con stivali, catena su jeans, gilet di pelle con tutti patch attaccati, cappello da cowboy, e di fronte il frate francescano con il saio e la sua barba.
Le mie decisioni le ho sempre prese da solo, mai costretto da nessuno, neanche da lei.
Così avvenne quel mese di giugno del 2008, una domenica rovente accompagnavo il mio angelo alla messa delle 18 e vado nel solito bar a 10 metri dal santuario ad aspettare che la messa finisse.
C’era troppo caldo e il bar non aveva l’impianto dell’aria condizionata, ma sapendo che in chiesa c’era sono entrato in punta di piedi e mi sono accomodato vicino a Catya.
Sull’altare quel giorno il solito frate leggeva la parabola del figliol prodigo.
La messa era tutta per me, ho iniziato a piangere, io che era un duro, io che non ho mai pianto in vita mia, non riuscivo a fermarmi, e la gente mi guardava. Cosa mi stava succedendo??
Mi sentivo, piccolo, sporco, miserabile, e nel posto sbagliato. Sarei voluto scappare ma ero immobile.
Capivo dalle parole del Vangelo che Gesù parlava a me, pensa te, chi l’avrebbe mai detto??
Era come se in chiesa ci fossimo solo io e il frate e…poi Gesù che mi diceva questo.
Alla fine della messa, gli dico al mio angelo che voglio confessarmi. Mi guardò sbalordita e non credette alle sue orecchie. Chiese di accompagnarmi ma gli risposi che volevo andare da solo.
Che vergogna, la gente che continuava a guardarmi ma non mi interessava più, sentivo che era la mia volontà a voler confessarmi.
Quando entrai nel confessionale chi trovai di fronte? Il frate che prendevo sempre in giro…
Mi abbracciò forte e pianse anche lui perché non mi riconosceva.
Dov’era finito quel Conte altezzoso, furbo, orgoglioso, sempre con la battuta pronta?
Con pazienza semplicità mi spiegò cosa dovevo dirgli perché erano vent’anni che non mi confessavo. Tra singhiozzi e pianti, aprii il mio cuore e gli dissi tutto e potete immaginare cosa non si è sentito dire, povero frate!
Sono stato dentro per tre ore e la gente continuava a bussare perché ho saputo in seguito che era ricercatissimo ma quel giorno, non c’era per nessuno….era solo per me!
Quando si parla di Dio le parole sono sempre povere, ma quel giorno Gesù mi ha rinnovato, come persona, come uomo e come cristiano.
Quel giorno ho trovato pace, felicità, tranquillità e mi sentivo finalmente libero, anche se nella mia vita ho sempre fatto tutto quello che desideravo.
Fuori mi aspettava il mio angelo e appena mi ha visto si è accorta che ero diverso. Ci siamo messi a piangere.
Gli ho detto d’aver trovato Gesù, e che era vero che esiste. Non vi dico com’era contenta.
Da lì la mia vita è cambiata, io sono cambiato…andavo sempre meno, sui motoraduni, aperitivi in città, bar, e la rispettavo un po’ di più, la ascoltavo e capivo che con lei non sarebbe stato più uno sbaglio, ma che era anche lei un figlio di Dio e poi l’amavo.
Grazie Gesù, per avermi dato il mio angelo, grazie perché quel giorno eri lì per me, Tu sei il mio amico, il mio consigliere e il mio Dio.
Ora che ti ho trovato non voglio più stare senza di te.
La nostra vita di coppia era cambiata, andavamo a messa tutte le domeniche insieme, perché ho capito che Gesù è presente sempre, anche quando non lo volevo o non lo sapevo. Fantastico.
La nostra convivenza era perfetta, il lavoro mi dava tante soddisfazioni e tanti soldi, cosa si può volere di più dalla vita??
Nel mese di marzo mi trovavo per lavoro in un paesino di montagna, sperduto in provincia di Lucca, in toscana.
Entrai in un’edicola per comprarmi il giornale dello sport e noto impolverato, buttato in mezzo ad altri giornali un inserto di oggi con il titolo: la Madonna da Medjugorie chiama i giovani e sulla copertina c’era lei ed era bellissima.
Lo compro, e lo nascondo in mezzo al mio giornale, per la paura del giudizio dei miei colleghi, ma l’hanno visto subito perché ero in trasferta e abbiamo dormito il tre in albergo nella stessa stanza per due settimane.
Ridevano e non credevano che uno come me leggesse cose così.
Lo leggo in due giorni. Mi ha fatto piangere ma sentivo che era tutto vero e m’incuriosiva parecchio: i messaggi, le veggenti, e la Madonna….
Al mio ritorno a casa, comunico a Catya che ho voglia di andare a Medjugorie.
Era così contenta e così felice e mi disse subito di sì.
Delle apparizioni non ci hanno mai detto niente nessuno, non ne avevamo mai parlato, e per me era tutto lì nel libro ed era tutto nuovo.
Non sapevamo dov’era Medjugorie, ma io ho girato il mondo in moto con una cartina, vuoi che non trovi Medjugorie??
Agosto 2009 si va a Medjugorie: io il mio angelo in macchina.
Arriviamo a Medjugorie alle 16. Era il 13 agosto.
Non sapevamo che per seguire la messa ci servivano le cuffie. Seguivamo all’aperto dietro la chiesa la messa.
Nel mio cuore continuavo a dirgli alla Madonna che volevo vederla, che desideravo conoscerla.
Nello stesso istante in cui pensavo questo, mi abbracciò.
Ha esaudito il mio desiderio. Non vi dico la gioia che ho provato e una felicità indescrivibile.
La prima cosa che ti viene da pensare è se stai diventando matto. Apro gli occhi e non vedo nessuno vicino a me, gli richiudo e dico: ”Madonnina se ci sei voglio vederti”. Mi ha riabbracciato; a quel punto sono scoppiato in lacrime e sono caduto in ginocchio e l’unica cosa che sono riuscito a dire è stata “Mamma” non mi ha dato uno schiaffo, non mi ha maltrattato…mi ha abbracciato.
È stata la cosa più bella della mia vita.
Per la prima volta nella mia vita ho chiamato mamma, e mi sentivo amato, e poi ho scoperto che la Mamma di Gesù è anche la mia mamma. Fantastico…da allora la chiamo Mamma e basta.
Mi ricordo Catya che piangeva anche lei e mi raccontò di essere stata abbracciata dalla Mamma.
Il giorno dopo andiamo a fare la via crucis sul monte Krizevac.
Anche quel giorno Dio per me aveva tutto prestabilito.
Cominciamo la via crucis e ogni stazione per me era un calvario perché rivedevo la mia vita sbagliata, e sarei voluto scappare dal monte. Mi vergognavo di me, mi sentivo così piccolo, e a un certo punto non pregavo più, ma continuavo a vedere la mia vita passata.
Pensavo di morire…ero deluso di me.
Arrivati in cima dove c’è la croce, l’ho abbracciata e piangevo così forte che singhiozzavo.
Tra le lacrime che continuavano a scendere ho chiesto scusa al Signore, per come ho fatto la mia vita però nessuno mi aveva mai detto che te Gesù sei vivo e che senza di te la vita è vuota.
Signore voglio cambiare la mia vita. Nel mio cuore una voce mi ha detto: ”Questa è la tua vita sei libero di farla come ti pare, sta a te viverla bene o male, io ti amo così come sei anche se sai che non è giusto quel che fai”
Ho chiesto a Gesù di aiutarmi, e gli ho promesso di migliorare.
Sono sempre piaciuto agli uomini Signore ma ora voglio piacere a te. Aiutami, dimmi quello che devo fare ed io lo farò.
Quel giorno Gesù ha cambiato il mio cuore, e con lui tutta la mia vita e ha guarito anche le ferite più profonde.
Il giorno dopo nel capannone giallo, ascoltando la testimonianza della veggente Marija, mentre dentro di me dicevo al Signore che voglio piacergli, Marija dall’altra parte della sala disse: ”qua dentro qualcuno vuole piacere al Signore ma non può piacergli perché commette atti impuri”
Era rivolto a me, ho guardato il mio angelo e gli ho comunicato che da lì in poi saremmo entrati in castità.
Non so se la decisione l’ho presa io o se “qualcuno” me l’ha sussurrato ma era quel che volevo.
A Medjugorie abbiamo ricevuto la castità che abbiamo portato aventi per quindici mesi fino al matrimonio il 6 novembre 2010.
A Medjugorie, e da quando la “Mamma” mi ha abbracciato, mi sento amato, quell’amore che non ho mai ricevuto in vita mia neanche dai miei genitori.
A Medjugorie sono stato guarito da tutte le mie malattie: orgoglio, presunzione, impurità, durezza.
Da allora ho una fede forte e insieme al mio angelo preghiamo il rosario quotidiano (anche tre rosari al giorno come chiede la ”Mamma”) digiuniamo a pane e acqua come penitenza il mercoledì e il venerdì, siamo felici ogni giorno perché ci siamo consacrati al Cuore Immacolato di Maria, il nostro cammino quotidiano è con i poveri, con i meno fortunati e abbiamo capito che la nostra felicità viene da Lui aiutando il prossimo ti senti felice e fa la volontà del Padre.
Ora sono un discepolo, è questa la mia vita: parlare di Gesù, di sua e di mia “Mamma” e del nostro buon Dio agli altri.
Da allora la nostra vita è cambiata, andiamo come coppia ai gruppi di preghiera annunciando Gesù e lo testimoniamo con la nostra vita, riceviamo in continuazione inviti da parroci, frati, e da tanti altri che vogliono capire, sentire.
Abbiamo scoperto che il rosario è la preghiera più forte che c’è al mondo e vediamo miracoli attraverso questo.
Abbiamo scoperto che ogni conversione, ogni persona con cui parliamo e che torna sulla retta via, non è per merito nostro ma Suo, noi non siamo altro che strumenti nelle sue mani.
È una scelta la mia di seguire i passi di Gesù, ma una scelta dettata dall’amore e basta.
È Lui che salverà l’anima. Ho capito che è il minimo che posso fare per Lui, donargli la mia vita, e anche se mi salverò solo per la misericordia divina, non per meriti miei, voglio portare qualcosa di buono quando mi presenterò al Suo cospetto.
Ho capito che la preghiera fa sì che la nostra vita sia piena e ti fa assaporare già qui un po’ il Paradiso, che senza preghiera e penitenza viviamo nel buio.
La vita con i suoi pro e i suoi contro, non ci fa più paura, ma la affrontiamo diversamente e non ci sarà mai niente al mondo che ci possa far allontanare dal Signore.
Ho perso tutti gli amici ma continuo a conoscerne tanti altri, e questi sono veri.
Sono sempre stato, fin da piccolo, alla ricerca della felicità e ora l’ho trovata.
La fede è quel tesoro che devi tener stretto, condividerla con gli altri ma non perderla.
Solo Dio può renderti felice e darti tutto quel che desideri e anche di più, ci salverà.
Grazie a Dio, perché ci manda la “Mamma”, per ammonirci, per farci crescere nella fede, fede che ci porterà a Gesù.
Ho capito che Dio ti lascia libero di scegliere, credere oppure no, ma senza non si vive. Ho capito che la conversione è quotidiana.
Ho capito che se si è credenti si perdona chi ti fa o ti ha fatto del male, e addirittura si ama.
Io solo così sono riuscito a perdonare i miei genitori, i miei fratelli e i miei amici; anche se nessuno di questi non vuole più vedermi, basta lasciar fare al Signore e Lui ti orienterà e t’insegnerà il giusto cammino.
Spero che chi leggerà queste righe che possa capire chi è Dio, che l’amore che ha per noi è infinito con la speranza che possa servire a qualcun altro.
Grazie Signore di aver guardato verso questo grande peccatore, grazie per avermi accolto a Medjugorie e da guerriero invincibile che ero sono diventato peccatore amato, grazie per avermi fatto cristiano, ora posso vivere bene, felice e con un amore immenso e concreto che mi accompagna ogni giorno della mia vita. Di mio ho solo i peccati ma quello che faccio lo faccio per Te e per la Tua gloria.
Fonte: http://www.ampdc-progettomedjugorje.it/index.php?option=com_content&view=article&id=78:testimonianza-di-adrian&catid=27&Itemid=139

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