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sabato 29 marzo 2014

Medjugorje può essere opera di satana?

Quel che dice onestamente UN VESCOVO DELL’EST AI CRITICI DI MEDJUGORJE.
 La Chiesa tace, lascia fare, vuoi dire che acconsente!” Così dice Mons. Paolo Hnilica

“Una volta un personaggio della Chiesa, scettico su Medjugorje, mi disse: “La Madonna ha niente altro da fare che  venire ogni giorno sulla terra?” Risposi: “Ha detto bene. Non ha niente di più importante da fare: per una Mamma la cosa più importante è la salvezza dei propri figli, a cominciare da quelli che ne hanno più bisogno.”
 
Se qui ci fosse qualcosa di pericoloso contro la fede o contro la morale, la Chiesa di Roma e anche la Chiesa di qui, i vescovi jugoslavi, avrebbero gridato: No! No! Non si può andare! Perché non possono lasciare nel pericolo milioni di fedeli e tanti suoi sacerdoti. Dovrebbe gridare, dovrebbe dare le più severe punizioni e sospensioni; invece la Chiesa tace! Lascia! Vuoi dire che acconsente... Allora vuoi dire che tutti possono venire tranquillamente e che non c’è niente di pericoloso...
Il più grande miracolo di Medjugorje sono le confessioni. In nessun posto dei mondo si confessa come qui”.
“Dai frutti si conosce l’albero”. E qui si hanno dei frutti ottimi, come forse non si trovano in nessun altro posto del mondo: preghiera, digiuno, che è la pratica sparita dal vocabolario e dall’insegnamento della Chiesa; poi la santa Confessione che, nel mondo occidentale è praticamente quasi sparita, mentre da noi in Cecoslovacchia, in Polonia.., si è continuato a confessare, prima di nascosto, adesso anche in pubblico. La Madonna qui vuole rinnovare la Chiesa e la Confessione, unita poi alla Comunione, è la medicina più adatta.

Una volta in Germania mi hanno chiesto se quanto avviene a Medjugorje non può essere opera di satana... Ho risposto che satana potrebbe sopportare tutto, ma non può sopportare la Confessione, perché la Confessione è una liberazione da satana e quindi non può essere satana a spingere milioni di persone a liberarsi di lui. Assurdo! Contro ogni logica. E qui si confessano in tanti, tanti. In nessun posto del mondo attualmente si confessano tanto come a Medjugorje. Tante volte ci sono 50 e più sacerdoti che confessano...

Una volta in Austria, quando il Santo Padre era in visita, un vescovo mi ha raccontato: “Sono stato a Medjugorje e mi sono messo a confessare per cinque ore perché c’erano molti che aspettavano. In quelle cinque ore sono arrivati tali penitenti come mai avevo sperimentato in 40 anni di vita come sacerdote e vescovo. Alcuni inginocchiandosi mi dicevano: “Mi aiuti, non so confessarmi... Sono venuto per curiosità, ma io sento che mi devo riconciliare con Dio, che devo cominciare una nuova vita... Mi aiuti... Cosa devo fare?” Sono confessioni come S. Paolo a Damasco: “Signore, cosa vuoi che io faccia?” Centinaia di sacerdoti mi hanno detto: “Per noi il più grande miracolo di Medjugorje sono le confessioni, sentire questi penitenti con quale sincerità e dolore profondo si confessano, si pentono e fanno propositi”.
Con quelli di Medjugorje ci si sente subito famiglia.
Poi una caratteristica proprio Medjugorjana è questa familiarità. Si formano i gruppi e si sentono subito in famiglia. Anch’io posso dire, nella mia esperienza di 69 anni... ho girato il mondo.., ma se incontro un sacerdote o anche un laico che è passato a Medjugorje, io mi sento di avere con lui più cose soprannaturali in comune che non con i miei stessi connazionali di Cecoslovacchia sia sacerdoti, sia laici o con i miei stessi confratelli gesuiti.
Veramente sento subito che ci unisce tutto il mondo soprannaturale, tutto il Vangelo, la fedeltà al Papa, la devozione alla Madonna... e siamo amici, ovunque avvenga l’incontro. Questo mi è capitato in tutti i paesi del mondo dove ho girato, trovando un gruppo o una persona legata a Medjugorje: siamo subito amici e ci si aiuta.

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