Papa Wojtyla e la discreta preghiera alla Madonna di Medjugorje 








Se non fossi il Papa, sarei già a Medjugorje a confessare“: con queste parole sincere e spontanee, Papa Giovanni Paolo II (quel Papa Wojtyla cui è succeduto l’attuale pontefice Benedetto XVI), ha riassunto il suo pensiero sugli accadimenti miracolosi del paesino croato. In una serie di occasioni private, il Papa si è, spesso, lasciato andare ad accenni precisi agli eventi che sarebbero accaduti in quell’angolo di Bosnia – Erzegovina: non è un segreto che egli credesse nelle apparizioni della Madonna e che, con la mente, avesse compiuto un milione di viaggi a Medjugorje. Ai sacerdoti che si recavano da lui e annunciavano di essere in procinto di partire per un pellegrinaggio, chiedeva di portare la sua benedizione ai veggenti. Il suo ruolo di pontefice non gli consentiva di adottare un atteggiamento che fosse in contrasto con l’equidistanza della Chiesa dai fatti di Medjugorje, ma il cuore di devoto alla Madonna era naturalmente rivolto a quanto ella stava facendo dal 1981.
I vescovi dell’Oceano Indiano, ricevuti dal Papa il 23 novembre 1993, riferirono che, per lui, i messaggi di Medjugorje erano “la chiave per comprendere ciò che avviene e ciò che avverrà nel mondo”. E a monsignor Krieger, vescovo di Florianopolis, in partenza per un pellegrinaggio nel paesino croato, il 24 febbraio 1990, Papa Wojtyla disse: “Medjugorje è il centro spirituale del mondo”. Molte volte Papa Wojtyla ha manifestato il suo rammarico per il fatto che gli uomini, accecati da un esasperante razionalismo, avevano perso il “senso del soprannaturale”: la preghiera, il digiuno e la confessione, richiesti esplicitamente dalla Madonna di Medjugorje, non erano altro che il recupero di quella dimensione interiore perduta, un nutrimento dell’anima e un proiettarsi verso qualcosa che va oltre il materialismo imperante. A Medjugorje sembrava proprio che l’uomo potesse avere un assaggio dei frutti eterni, a lui un giorno destinati.  Molti possono testimoniare, dunque, che il Pontefice era ben informato su Medjugorje, conosceva i nomi e le storie dei veggenti, seguiva con interesse e curiosità quanto avveniva. Le apparizioni della Madonna cominciarono proprio il giorno successivo all’attentato al Papa. I veggenti riferivano che la Madonna diceva di avere scelto Giovanni Paolo come pontefice, considerandolo l’unico in grado di affrontare, con cuore e fede incrollabile, la drammaticità dei tempi che si profilavano. La Madonna aveva chiesto molte volte ai veggenti di sostenere il suo operato con la preghiera, aveva baciato un quadro con la sua immagine e aveva anche detto che dei nemici erano intenzionati a ucciderlo, ma lei lo aveva protetto. Lo stesso veggente Ivan Dragicevic, nel giorno della morte del papa, raccontò di averlo visto nel corso di un’apparizione accanto alla Madonna, sorridente, giovane e felice.
È innegabile che ci sia un legame profondo tra le apparizioni della Madonna e Papa Wojtyla: la devozione per la Madonna di Medjugorje era discreta, ma profonda e consapevole. Il fatto che egli non potesse manifestare il suo pensiero in pubblico, non implicava che non avesse una precisa opinione e che il suo cuore di fervente mariano non ne fosse scosso e incuriosito. Credeva nelle visioni dei veggenti, seguiva con interesse i messaggi della Madonna, riteneva gli eventi accaduti a Medjugorje un avverarsi del Vangelo. Le numerose conversioni, i fedeli che, in numero crescente, continuavano a recarsi a Medjugorje per incontrare e pregare la Madonna, erano fatti che non potevano essere liquidati con troppo facilità, ma dovevano essere sottoposti ad accurati studi ed esami. Si preoccupava anche delle difficoltà che i sacerdoti affrontavano a Medjugorje: più volte invitò, infatti, i sacerdoti locali a proteggere le apparizioni mariane e la comunità di Medjugorje, assicurando loro le sue preghiere e il suo appoggio, anche se non ufficiale.
Si racconta che Papa Giovanni Paolo II fece venire appositamente da Medjugorje un vaso colmo di terra raccolta sulla Collina delle Apparizioni. Lo custodiva come un dono prezioso e si raccoglieva in preghiera lì vicino. Un giorno chiese a una suora, originaria dei dintorni di Medjugorje, di piantarvi un fiore. Ella vi piantò una Spina Christi, in memoria della corona di spine di Gesù che la pianta, con i suoi fiori rossi e le sue spine, sembrava rievocare. Il Papa non faceva mistero di pregare ogni giorno la Madonna di Medjugorje e utilizzare la preghiera come mezzo per una sorta di pellegrinaggio “virtuale” in quel luogo consacrato da Dio. Sotto il pontificato di Papa Wojtyla, Medjugorje è diventato il centro spirituale del mondo: pur nel suo silenzio e nella sua devozione privata, è stato in assoluto il più grande interprete delle parole della Madonna e colui che più di tutti con la forza della sua fede e la concretezza delle sue azioni ha contribuito a sostenere la missione della Madonna.

Fonte : http://www.viaggimedjugorje.com/papa-giovanni-paolo-ii-medjugorje-e-il-centro-spirituale-del-mondo/