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sabato 9 agosto 2014

Come sono il Paradiso, il Purgatorio e l'Inferno.

(dal racconto di Vicka e Jakov, due dei veggenti di Medjugorje, essendoci stati portati di persona, dalla Madonna, onde poterlo poi testimoniare a tutti, all’intera Umanità)
In Paradiso, Purgatorio ed Inferno la Madonna ha addirittura portato (nel novembre del 1982), di persona, da vivi, due dei sei veggenti di Medjugorje: Vicka e Jakov, e naturalmente riportati indietro. Ecco quanto scrive a questo proposito Suor Emmanuel Maillard nel suo libro “Medjugorje, gli anni ’90, il trionfo del cuore” – Editrice Shalom, che, se non l’avete, vi consiglio vivamente di procurarvi. “Jakov, raccontaci…” chiedono i pellegrini. - La Gospa (Madonna in croato) è venuta e ci ha portato con Lei. Vicka era con me, andate a chiederle, vi racconterà lei…– Da parte sua Vicka non si fa pregare due volte per raccontare il suo “viaggio nell’Aldilà”. - Non ce l’aspettavamo-, dice - la Gospa è venuta in camera mentre la mamma di Jakov ci preparava la colazione in cucina. Ci ha proposto di partire tutti e due con Lei per vedere il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno. Questo ci ha molto sorpresi, e in un primo momento né Jakov né io abbiamo detto di sì - – Porta piuttosto Vicka con te – le ha detto Jakov – lei ha molti fratelli e sorelle, mentre io sono l’unico figlio di mia madre – Infatti dubitava che si potesse ritornare vivi da una simile spedizione! – Da parte mia – aggiunge Vicka – mi dicevo : “Dove ci ritroveremo? E quanto tempo ci vorrà?” Ma alla fine, vedendo che il desiderio della Gospa era di portarci con sé, abbiamo accettato. La Madonna ci ha presi uno con la mano destra e uno con la mano sinistra, il tetto si è scoperchiato, e siamo volati in cielo. Mentre salivamo si potevano vedere le cose della terra farsi sempre più piccole. In pochi secondi siamo arrivati in Paradiso. – Il Paradiso è un grande spazio senza limiti. C’è una luce che non esiste sulla terra. Ho visto tanta gente e tutti sono molto felici. Cantano, ballano… comunicano fra loro in un modo per noi impensabile. Si conoscono nell’intimo. Sono vestiti di lunghe tuniche, e ho notato tre colori diversi. Ma questi colori non sono come quelli della terra. Assomigliano al giallo, al grigio e al rosso. Ci sono anche degli angeli con loro. La Gospa ci spiegava tutto. “Vedete come sono felici? Non manca loro niente!” – – Vicka, puoi descrivermi questa felicità che vivono i beati in cielo? – le aveva chiesto Suopr Emmanuel. – No, non posso descrivertela, perché sulla terra non esistono parole per dirlo. Questa felicità degli eletti la sentivo anch’io. Non posso parlartene, non posso che viverla nel mio cuore – – Non hai avuto voglia di restare lassù, e di non tornare più sulla terra? – – Si! – risponde sorridendo – Ma non si deve pensare soltanto a se stessi! Sai, la nostra più grande felicità è quella di rendere felice la Gospa. Noi sappiamo che vuole tenerci sulla terra ancora per un po’ di tempo per portare i suoi messaggi. È una grande gioia condividere i suoi messaggi! Finchè ha bisogno di me, io sono pronta! Quando vorrà prendermi con sé sarò pronta ugualmente! È il suo progetto, non il mio… – – I beati, potevano vederti anche loro? – – Certamente ci vedevano! Eravamo con loro! – – Come erano? – – Avevano circa trent’anni. Erano molto, molto belli. Nessuno era troppo piccolo o troppo grande. Non c’erano persone magre o grasse o malate. Tutti stavano molto bene. L’interrompe Suor Emmanuel, per chiederle: – Ma se i vostri corpi erano in cielo con la Gosp,a non c’erano più sulla terra, in casa di Jakov? – No certo! I nostri corpi sono spariti dalla casa di Jakov. Tutti ci hanno cercato! È durato venti minuti circa (terreni. In Cielo, forse, il tempo scorre diversamente) - – Dopo il Paradiso la Gospa ci ha portati a vedere il Purgatorio. È un luogo…
(continua sul libro “LA VERITA’ ”, pag. ….)
Dell’esistenza dell’Inferno e del Paradiso Gesù ne parla in lungo e in largo nei Vangeli. Ecco una sua parabola che ci conferma l’esistenza di questi due regni. – In quel tempo, Gesù disse ai Farisei: “C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell’inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può passare fino a noi. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti sarebbero persuasi”. Questa parabola, oltre a farci capire quanto alcuni siano proprio duri nel “credere”, ci fa capire chiaramente che l’Inferno e il Paradiso esistono, e quanta incomunicabilità esista tra questi due regni; guarda caso la stessa che esiste sulla terra tra il ricco e il povero. Ma nel Cielo le cose si invertiranno. Tuttavia essere poveri non è una garanzia di Paradiso, né tanto meno essere ricchi una garanzia dell’Inferno. Solo che per il ricco è più difficile conquistarsi il Regno di Dio. Non a caso Gesù disse: “È più facile che un cammello entri nella cruna di un ago che un ricco nel regno dei Cieli”. Spesso infatti la ricchezza è frutto del sudore e del sangue della povera gente; è frutto dell’inganno e della menzogna, delle ruberie, delle tanto oggi in voga tangenti, fatture gonfiate, peculato, “prestazioni” speciali, ecc. Quando invece la ricchezza, o per meglio dire un giusto benessere, è frutto del proprio onesto e intelligente lavoro, Dio stesso se ne compiace. E quando questa ricchezza viene usata per dare lavoro e una paga onesta e dignitosa ai propri dipendenti, quando questa ricchezza viene utilizzata per aiutare il prossimo e portare aiuto e sollievo soprattutto a chi ne ha più bisogno soffre e in molti casi muore, quando questa ricchezza viene usata per portare non solo il pane del corpo, ma anche quello dell’anima a chi non ne ha, ebbene Dio, questa ricchezza, sempre più la permetterà; anzi, è Dio stesso che si serve di queste persone per portare il Suo aiuto. Di queste persone non ce ne sono tante, ma ci sono. Facciamo in modo che diventino sempre più. Aggiungiamo il nostro nome al loro. Perché non diventiamo anche noi strumenti nelle mani di Dio? Anche se non abbiamo mezzi adeguati, aiutiamo per quel che possiamo gli altri. Ce lo ha chiesto anche la Madonna in più d’un Suo Messaggio. Spesse volte ho visto dei barboni divedersi fra di loro un solo tozzo di pane, spesse volte ho visto divedersi una coperta in due, tre, quattro persone… Ecco perché i poveri sono pronti per il Paradiso! Già…: il Paradiso. Non lo promise Gesù stesso al buon ladrone che lo aveva difeso dalle invettive dell’altro ladrone e gli aveva chiesto: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”, e Gesù gli aveva risposto: “In verità in verità ti dico, oggi stesso sarai con me in Paradiso”. E se Cristo ha perdonato il buon ladrone, portandoselo con se in Paradiso, significa che anche noi possiamo venire da Lui perdonati, significa che anche noi possiamo raggiungere il Paradiso. Basta pentirci dei nostri peccati, convertirci e fare quello che ci chiede Gesù. Basta iniziare una vita nuova. Basta scacciare l’uomo vecchio che è in noi ed accogliere quello nuovo. Basta accogliere la Misericordia di Dio. E OGGI la Madonna ci porta proprio la Misericordia di Dio. Ci offre, per conto dell’Altissimo, IL PANE DELLA VITA ETERNA. Quello stesso pane che si è ampiamente guadagnato padre Slavko, parroco della parrocchia di Medjugorje, morto a questa vita nel novembre del 2000, ma nato in Cielo, come ci ha detto la Madonna stessa in un Suo Messaggio: “…Gioisco con voi e desidero dirvi che il vostro fratello Slavko è nato al cielo ed intercede per voi”. Quello stesso pane che si è guadagnato anche papa Giovanni Paolo II, accolto a braccia aperte dalla Madonna stessa (ha riferito Ivan Dragicevic soltanto poche ore dopo la morte di questo grande Papa, in occasione dell’apparizione quotidiana, nella quale appunto ha visto il Papa GIOVANE venire accolto a braccia aperte dalla Madonna).

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