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domenica 3 agosto 2014

Giornalista protestante va a Medjugorje per lavoro e torna conquistata dalla Gospa

 La storia di Heather Parsons

Le cose che la colpirono, giunta a Medjugorje ed effettuate le prime operazioni in programma, erano le persone che si affollavano numerose nei luoghi di preghiera e il caldo opprimente. Si sentiva fortemente infastidita e insofferente. Decise che avrebbe cercato un angolino tutto suo all’ombra degli alberi dove potersi sedere e ascoltare la messa dagli altoparlanti, godendosi il tepore del sole che filtrava dai rami. La tranquillità trovata non durò molto. A un certo punto, qualcuno cominciò a gridare indicando qualcosa in alto, nel cielo. Schermandosi gli occhi con le mani, Heather alzò gli occhi e vide il sole ruotare ininterrottamente, senza fermarsi. La cosa andò avanti per almeno 35 – 40 minuti, il sole si muoveva e cambiava continuamente colore: una nuvoletta vicino sembrò assumere le sembianze delle lettere della parola Pace, in inglese, bianche e in caratteri celtici. Mentre continuava a osservare il sole, notò che dal centro di esso, divenuto prima nero e poi rosso, si sprigionava una fontana di luce, nella quale le sembrò di scorgere la figura di Cristo: sogno, suggestione, segno divino?
Vissuta in una famiglia protestante, Medjugorje era solo una questione di lavoro. Dio, la religione, la preghiera erano qualcosa di “accessorio”, da usare solo nei momenti del bisogno e da dimenticare quando le cose scorrono senza intoppi. Il distacco con cui la Parsons aveva guardato a Lourdes, Fatima e altre località dove erano avvenuti fatti misteriosi, era parte della sua professionalità, un aspetto che l’aiutava a svolgere al meglio i suoi compiti. Partita alla volta di Medjugorje, il pensiero era rivolto unicamente alla messa a punto del suo piano di lavoro: gli incontri con i veggenti, le domande da fare, i luoghi in cui recarsi, i sacerdoti con cui parlare: se fosse anche riuscita a farsi dare dai veggenti un messaggio dalla Madonna per il popolo irlandese, sarebbe stato tutto perfetto e sarebbe venuta fuori un’ottima storia per il suo pubblico di lettori.
Doveva andare a Medjugorje per lavoro: Heather Parsons, giornalista, aveva ricevuto l’incarico, nel 1985, di raccontare ciò che stava succedendo nel borgo croato, intervistare i veggenti, descrivere il posto, parlare con la gente. Voleva confezionare un bell’articolo da spedire al suo quotidiano irlandese. Ma ogni volta che ci si convince ad andare a Medjugorje con un’idea o un’opinione precisa, niente va come era programmato: tutto cambia e procede secondo strade impreviste. La storia di Heather è simile a quella di molte altre persone che, sottovalutando inizialmente il significato degli eventi di Medjugorje, hanno sperimentato il cambiamento e si sono rinnovate nel profondo.
Non si poteva negare, a un’analisi lucida e razionale successiva, quanto Heather aveva visto. Tutto ciò cui aveva assistito le era sembrato assolutamente reale. Poteva la sua mente averla ingannata così tanto? Questa esperienza così strana l’aveva, però, scossa nel profondo e quello che era iniziato come un semplice incarico di lavoro si stava trasformando in qualcosa di diverso, di superiore. Cominciò ad andare a messa, a partecipare alle liturgie, al Rosario, a pregare insieme agli altri. Si rese conto, osservando il modo in cui i pellegrini vivevano la fede, che a Medjugorje la presenza di Dio non vive solo tra le pagine di una Bibbia o nella breve omelia di un prete: egli qui è vissuto non solo con il corpo, ma soprattutto con lo spirito, con il cuore, con l’animo.
La storia che scrisse, poi, per il suo giornale non fu un resoconto oggettivo dei fatti accaduti, ma il racconto sincero, la viva testimonianza di come Medjugorje può cambiare chi si accosta a quell’esperienza di fede incredibile. Nessun preavviso, nessuna preparazione, ma solo una consapevolezza improvvisa che conduce su una strada diversa da quella intrapresa. Il risultato finale per Heather fu una serenità interiore che solo la Madonna, Regina della Pace, può donare a quanti si abbandonano a lei. Tre anni dopo, Heather diventò cattolica e sul significato di quella figura di Cristo, vista nel sole di Medjugorje, ha riedificato la propria vita.
[Fonte: http://www.viaggimedjugorje.com/]

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