I messaggi della Madonna di Medjugorje contengono continui riferimenti non solo all’importanza della pratica della preghiera, ma anche a tematiche sociali di grande rilevanza come quello del ruolo famiglia e la capacità, all’interno di essa, di condividere i precetti cristiani e uniformarsi al volere di Dio. Per ogni cristiano, la famiglia è un fondamento irrinunciabile in cui costruire la propria identità, acquisire valori ed educazione, trovare rifugio e sostegno in ogni momento della vita. Non è semplice, però, dati anche i ritmi concitati della vita quotidiana, riuscire a trovare il tempo per organizzare i momenti familiari contemplando una regolare riflessione sulla propria fede e gli insegnamenti divini, nè tantomento riuscire a inculcare ai figli l’importanza di una regolare pratica religiosa, il senso stesso di essa, il modo giusto per farlo.
Proprio il tema dell’educazione dei figli e dell’insegnamento anche ai bambini della preghiera è stato, di recente, affrontato dalla veggente di Medjugorje Marija Pavlovic. Partendo dalla sua esperienza e integrandola con i messaggi e le esortazioni della Madonna, Marija ha cercato di dare utili suggerimenti alle mamme come lei e ai padri per costruire una vita più cristiana all’interno dei nuclei familiari. Nell’ultimo messaggio della Madonna, diffuso lo scorso 25 aprile, la Madonna ha invitato a riflettere proprio sull’importanza della preghiera, sulla necessità per i credenti di indugiare con maggior convinzione in questa pratica, di dedicare a essa più tempo, ritagliandole il giusto spazio.
Se l’uomo, come ha detto la Regina della Pace, è ancora troppo lontano dal raggiungere quell’equilibrio spirituale che lei chiede, è anche perchè, spesso, egli non sa pregare e non sa accostarsi a tale pratica nel modo giusto. Occorre, quindi, partire dall’infanzia e insegnare la preghiera ai bambini fin da piccoli. E come può un genitore svolgere al meglio questo compito? Marija ha spiegato che nemmeno per lei, madre di quattro figli, è stato semplice. Ha solo cercato di tenere i suoi figli vicino a sè nei momenti di preghiera, in modo che essi si abituassero a quella pratica, la considerassero familiare e regolare, se ne sentissero incuriositi e coinvolti, grazie anche alla devozione che la madre riusciva a comunicava loro. Non si può pensare di far recitare ai bambini l’intero Rosario, poichè questa è una cosa che essi faranno quando saranno più grandi e se la loro fede sarà abbastanza matura da far comprendere loro il significato. Basta che i figli condividano con i genitori i momenti di preghiera, ricorrendo anche a una didattica ludica, a un giocattolo o a un Vangelo per i bambini: l’uso di un libro con le figure o un Rosario colorato può sicuramente stimolare l’innata curiosità dei bambini che si approcciano a tutto senza pregiudizi. La Madonna di Medjugorje, nei suoi messaggi, invita sempre i genitori a pregare con i figli e i figli a pregare con i genitori: si rafforza l’unità familiare e si cresce insieme nella fede.