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venerdì 26 dicembre 2014

Papa Francesco parla del martirio di S. Stefano

Messaggio della Regina della Pace del 31 Ottobre 1985 - Medjugorje

"Cari figli, oggi vi invito a lavorare nella Chiesa. Io vi amo tutti in modo uguale, e desidero che tutti lavoriate, ciascuno secondo le sue capacità. Io so, cari figli, che potete, ma non lo fate, perché non ve la sentite. Dovete essere coraggiosi e offrire piccoli sacrifici per la Chiesa e per Gesù, affinché entrambi siano contenti.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

Papa Francesco: «Il cristianesimo non è una “religione” di idee, ma testimonianza di Cristo, anche fino al martirio»


» 26/12/2013
Papa: La festa di santo Stefano primo martire dissolve l'immagine "fiabesca" del Natale
All'Angelus papa Francesco chiede un momento di silenzio e preghiere per i cristiani perseguitati. "Sono più oggi che nei primi tempi della Chiesa" E' necessaria la testimonianza e la denuncia delle violazioni alla libertà religiosa e alla discriminazione. Contemplare il presepe perché cresca nelle famiglie e nelle comunità "quel clima di intesa e di fraternità che tanto giova al bene comune".

 La festa di santo Stefano è "in piena sintonia col significato profondo del Natale" e dissolve "una falsa immagine del Natale: l'immagine fiabesca e sdolcinata, che nel Vangelo non esiste!"
"Nel clima gioioso del Natale, - ha spiegato il pontefice - questa commemorazione potrebbe sembrare fuori luogo. Il Natale infatti è la festa della vita e ci infonde sentimenti di serenità e di pace; perché turbarne l'incanto col ricordo di una violenza così atroce? In realtà, nell'ottica della fede, la festa di santo Stefano è in piena sintonia col significato profondo del Natale. Nel martirio, infatti, la violenza è vinta dall'amore, la morte dalla vita. La Chiesa vede nel sacrificio dei martiri la loro "nascita al cielo". Celebriamo dunque oggi il "natale" di Stefano, che in profondità scaturisce dal Natale di Cristo. Gesù trasforma la morte di quanti lo amano in aurora di vita nuova!
Nel martirio di Stefano si riproduce lo stesso confronto tra il bene e il male, tra l'odio e il perdono, tra la mitezza e la violenza, che ha avuto il suo culmine nella Croce di Cristo. La memoria del primo martire viene così, immediatamente, a dissolvere una falsa immagine del Natale: l'immagine fiabesca e sdolcinata, che nel Vangelo non esiste! La liturgia ci riporta al senso autentico dell'Incarnazione, collegando Betlemme al Calvario e ricordandoci che la salvezza divina implica la lotta al peccato, passa attraverso la porta stretta della Croce".
Il papa ha ricordato che il martirio di santo Stefano è la ragione per cui "oggi preghiamo in modo particolare per i cristiani che subiscono discriminazioni a causa della testimonianza resa a Cristo e al Vangelo. Siamo vicini a questi fratelli e sorelle che, come santo Stefano, vengono accusati ingiustamente e fatti oggetto di violenze di vario tipo. Questo accade specialmente là dove la libertà religiosa non è ancora garantita o non è pienamente realizzata.  E io credo che sono più oggi che nei primi tempi della Chiesa. Accade però anche in Paesi e ambienti che sulla carta tutelano la libertà e i diritti umani, ma dove di fatto i credenti, e specialmente i cristiani, incontrano limitazioni e discriminazioni".
E a braccio ha aggiunto: "Io vorrei chiedervi di pregare per questi fratelli e sorelle, un attimo, in silenzio, tutti". Dopo brevi attimi di silenzio, ha continuato: E li affidiamo alla Madonna" e ha invitato tutti a pregare un'Ave Maria per loro.
"Per il cristiano - ha proseguito - questo non fa meraviglia, perché Gesù lo ha preannunciato come occasione propizia per rendere testimonianza. Tuttavia, sul piano civile, l'ingiustizia va denunciata ed eliminata".
"Maria Regina dei Martiri - ha concluso - ci aiuti a vivere il Natale con quell'ardore di fede e di amore che rifulge in santo Stefano e in tutti i martiri della Chiesa".
Dopo la preghiera mariana, papa Francesco ha salutato i presenti. All'inizio li aveva elogiati perché - ha detto - "non avete paura della pioggia", che stava cadendo sulla città.
Riferendosi ai pellegrini che vengono a Roma da tutto il mondo e visitano il presepe napoletano in piazza san Pietro, egli ha aggiunto: "La sosta di questi giorni presso il presepio per ammirare Maria e Giuseppe accanto al Bambino, possa suscitare in tutti un generoso impegno di amore vicendevole, affinché all'interno delle famiglie e delle varie comunità si viva quel clima di intesa e di fraternità che tanto giova al bene comune".

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