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domenica 21 dicembre 2014

Preparatevi per il Natale con la preghiera, la penitenza ed opere di amore


Quando Mirjana ha detto il contenuto della penultima locuzione molti hanno telefonato e hanno domandato: « Ha già detto quando, come?... » e molti erano anche presi dalla paura. Io ho sentito anche delle voci: « Se deve succedere qualche cosa, se non possiamo impedirlo, allora perché lavorare, perché pregare, perché digiunare? ». Tutte le reazioni come queste sono false.
Questi messaggi sono apocalittici e per poterli capire bisogna forse leggere di nuovo l'Apocalisse di Giovanni o i discorsi di Gesù nel Vangelo quando ammoniva i suoi ascoltatori.
In queste ultime due domeniche avete sentito parlare dei segni nelle stelle e molte altre cose: quando succederà questo? Gesù ha detto: « Presto ». Ma questo « presto » non è da misurare con i nostri giorni o con i nostri mesi.
Questi messaggi apocalittici hanno un compito: la nostra fede deve essere sveglia, non dormire.
Ricordate alcune parabole di Gesù quando ha parlato delle dieci vergini, cinque sagge e cinque stolte: in che cosa consisteva la stoltezza delle stolte? Hanno pensato: « Lo sposo non verrà così presto », non erano preparate e non potevano entrare alla cena con lo sposo. La nostra fede deve avere sempre questa dimensione.
Pensate all'altra parabola di Gesù quando ha detto: « Anima mia adesso rallegrati, hai abbastanza da mangiare e da bere » e il Signore dice: « Stolto, che cosa farai stanotte se sarà domandata la tua anima? A chi lascerai tutto quello che hai raccolto? ». Una dimensione della fede è la dimensione dell'aspettare, del vegliare. I messaggi apocalittici vogliono che noi siamo svegli, che non dormiamo per quanto riguarda la nostra fede, la nostra pace con Dio, con gli altri, la conversione... Non c'è bisogno di aver paura, non c'è bisogno di dire: « Così presto? non si deve lavorare, non si deve pregare... ».
La reazione in questo senso è falsa.
Questi messaggi sono, per noi, per poter arrivare. L'ultima stazione del nostro viaggio è il Cielo e, se ascoltando, sentendo questi messaggi cominciamo a pregare meglio, a digiunare, a credere, a riconciliarci, a perdonare, a pensare agli altri, ad aiutarli, facciamo bene: questa è la reazione di un cristiano.
La fonte della pace è il Signore e il nostro cuore deve diventare la fonte della pace; aprirsi alla pace che il Signore dà.
In un messaggio, forse di un mese fa, la Madonna ha domandato di nuovo l'amore per il prossimo e ha detto: « Soprattutto per coloro che vi provocano ». Qui comincia l'amore cristiano, cioè la pace.
Gesù ha detto: « Cosa fate di speciale se amate quelli che vi amano? Se perdonate a quelli che vi perdonano? ». Noi dobbiamo fare di più: amare anche l'altro che ci provoca il male. La Madonna vuole questo: in questo punto comincia la pace, quando cominciamo a perdonare, a riconciliarci, senza condizione da parte nostra. In un altro messaggio ha detto: « Pregate ed amate: anche le cose che vi sembrano impossibili diventano possibili ».
Se qualcuno di noi dice: « Come posso perdonare? Come posso riconciliarmi? » forse non ha ancora domandato la forza. Dove cercarla? Dal Signore, nella preghiera. Se noi abbiamo deciso di vivere la pace, riconciliati col Signore e con gli altri, comincia la pace e tutto il mondo è per un millimetro forse più vicino alla pace. Ognuno di noi che decide radicalmente di vivere la pace, riconciliato, porta una nuova speranza al mondo; così verrà la pace, se ognuno di noi non domanda la pace dagli altri, non domanda l'amore dagli altri, ma li dà. Cosa significa conversione? Significa non lasciarsi stancare. Tutti conosciamo le nostre debolezze e le debolezze degli altri. Pensate alle parole di Gesù quando S. Pietro ha domandato
« Quante volte dobbiamo perdonare? Sette volte? ». Pietro ha pensato sette volte, ma Gesù ha detto: « Settanta volte sette ». In ogni modo non stancarsi, continuare il proprio cammino con la Madonna.
Nell'ultimo messaggio del giovedì la Madonna ha detto: « Vi invito, preparatevi per il Natale », ma dovete prepararvi nella preghiera, nella penitenza, nelle opere di amore. « Non guardate alle cose materiali perché vi impediranno, non potrete vivere l'esperienza del Natale ». Ha ripetuto così, per dire tutti i messaggi: preghiera, penitenza e opere di amore.
Noi abbiamo capito così i messaggi e proviamo a viverli così nella comunità, nella Parrocchia: un'ora di preparazione, un'ora per la Messa e dopo la Messa ringraziare.
Molto importante è pregare nella famiglia, pregare nei gruppi, pregare nella parrocchia; pregare ed amare come ha detto la Madonna e, tutte le cose, anche quelle che sembrano impossibili, diventano possibili.
E con questo desidero che voi, quando ritornate alle vostre case, dovete fare questa esperienza. Tutto si può cambiare in meglio se cominciamo a pregare, ad amare radicalmente, senza condizioni. Per poter amare così e pregare si deve anche pregare per la grazia dell'amore.
La Madonna ha detto molte volte che il Signore è contento se può darci la sua misericordia, il suo amore.
Anche stasera è a disposizione: se ci apriamo, se preghiamo, il Signore ce li darà.
(P. Slavko Barbaric - 7 dicembre 1985)

Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/pslavko/26-natale.php 

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