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sabato 18 aprile 2015

Non credevo alle Apparizioni di Medjugorje "Angela Magnoni"

 
 
È il 5 giugno 1997. Mio padre da anni è molto malato, tanto da essere stato giudicato non operabile dai medici dell’ospedale dove si è curato fino ad oggi. Il rischio che rimanga sotto i ferri è altissimo… Sta per essere operato in una clinica specializzata, lontana dalla nostra città: il primario ci ha dato una lieve speranza. La situazione è seria: la parte destra del torace di mio padre presenta vene e arterie molto rovinate, in alcuni punti quasi otturate: sarà un intervento lungo e complicato. Mio padre entra in sala operatoria alle 13. Durante le 5 ore previste, io e mia madre, siamo in pesante attesa. Dopo altre 2 ore, finalmente, esce il primario e ci dice che purtroppo la parte sinistra è in una situazione ancora più complicata della parte destra. Dalle lastre e dai controlli precedenti non era stato possibile vedere la reale situazione. Ci dice molto chiaramente: “L’intervento durerà ancora ore e non sappiamo cosa riusciremo a fare. Possiamo solo pregare”.
Nello stesso piano della clinica c’è una piccolissima Cappella: io e mia madre ci rifugiamo li dentro in silenzio. Non siamo capaci nemmeno di piangere. All’improvviso lo sguardo mi cade su una piccola immagine appoggiata alla balaustra di marmo. È una Madonna con il Bambino. Un disegno stilizzato, molto semplice, china azzurra sul cartoncino bianco. A quel punto, dentro di me dico: “Madonna, se mio padre sopravvive ti offro la cosa che mi sta più antipatica, quella che non farei mai. Non so ancora qual è, ma la farò!”. Continuando a stare in Cappellina, tra mille pensieri angoscianti mi viene in mente che la cosa più antipatica per me è andare a Medjugorje. Tanti me ne hanno parlato dicendomi che devo “assolutamente” andarci ma ogni volta ho avuto una pessima impressione del modo esaltato ed esagerato con il quale mi hanno raccontato di segni e cose sensazionali. Tra l’altro è da poco tempo che ho cominciato a rifrequentare la Chiesa. Non credo a tante cose, compreso al fatto che la Madonna ha del tempo da perdere per apparire agli uomini. Medjugorje, poi, mi sta indigesta, soprattutto dopo aver vista in tv una delle veggenti. Il suo viso era gioioso e avevo subito pensato: “Ma va’, che se tu avessi i problemi che abbiamo noi, non saresti così sorridente! Per me Medjugorje è proprio una bufala, lo specchietto per le allodole. Che ci vada pure tutto il mondo… Io, no! Tutti matti!”. E avevo cambiato canale…
A questo punto aggiusto il tiro e dentro di me dico: “Madonna, non credo che Tu sia a Medjugorje. Quel posto mi sta talmente sullo stomaco che se mio padre sopravvive, ci vado subito!”.
Dopo tantissimo tempo, esce di nuovo il primario e ci dice: “L’intervento è andato tecnicamente bene ma non sappiamo se il suo fisico reggerà: è in prognosi riservata. Andate a casa. Qui non potete fare niente per lui. Se ci saranno novità vi chiamiamo subito”. L’autostrada, sulla via del rientro a casa, sembra non finire mai… Il buio della notte è così cupo che non mi fa pensare all’alba che lo segue…
Mio padre supera, anche se dolorosamente, questo difficile momento.
Alla fine di giugno inizio a cercare il modo per mantenere la promessa fatta alla Madonna. Ho fretta, ma non riesco a realizzare niente di concreto. La sera del 25 ottobre, dopo molte difficoltà pratiche, parto assieme ad un gruppo, con il traghetto da Ancona, diretta a Spalato, verso Medjugorje: le promesse sono promesse!
Considero questo viaggio un ringraziamento alla Madonna. Niente di più.
Il mare è molto mosso. L’idea di trascorrere 9 ore su un traghetto, di notte, in quelle condizioni, aumenta la mia inconscia paura dell’acqua alta… Mai preso un traghetto in vita mia… Mai avrei pensato di riuscire a salirci sopra: le promesse sono promesse! Mi viene consegnata una cabina senza oblò da condividere con una donna che non conosco: ha problemi di peso e mi chiede di poter usare la parte sotto del letto a castello. Nonostante la stanchezza, non riesco a chiudere occhio. Le onde urtano con forza contro le cabine e il rumore dell’acqua che sbatte sul metallo è qualcosa di pesante per chi se la sta facendo sotto dalla paura. La donna che è con me dorme tranquilla e purtroppo russa molto forte: beata lei! Mi viene spontaneo pensare: “Madonnina mia, solo per Te: le promesse sono promesse! Se no… manco morta!”.
L’alba sul porto di Spalato mi ripaga il sacrificio della notte… Pazienza… Dormirò durante il resto del viaggio!
Saliamo sul pullman diretti a Medjugorje. Mancano ore all’arrivo: l’autostrada ancora non è nemmeno in progetto e le curve, in salita, a strapiombo sul mare mi fanno chiudere gli occhi: “Madonnina mia, solo per Te: le promesse sono promesse!”. Ma all’improvviso la paura passa in secondo piano: qualcosa sta agitandosi dentro di me e inizio a piangere senza riuscire a trattenermi. Infilo gli occhiali scuri per non farmi notare dagli altri… Giro la testa verso il finestrino, per nascondermi meglio, per non farli credere che la matta sono io…
Mi ritrovo a pensare: “Madonnina mia, cos’è questo pianto? Perché? Non sono una che piange! Sono una donna forte, che non ha bisogno di niente e di nessuno! Ma che pianto è? Perché dentro di me sento la gioia? Perché mi sembra di andare verso “casa”? Ma allora Tu sei a Medjugorje e mi aspetti! Grazie, Mamma che mi hai chiamato! Perdona la durezza del mio cuore!”.
Continuo a piangere fino all’albergo…
La settimana trascorre tra le lacrime ma non mi vergogno più di piangere davanti a tutti. La Madonna mi sta portando tra le braccia di Gesù e il mio cuore sta guarendo nella gioia. Che mi importa di quello che pensano gli altri?
Il programma prevede che il venerdì mattina, prestissimo, si sale sul monte della Croce, sul Krizevac. Dopo giorni di ottima salute, stamattina ho la febbre ma decido di andare. Dopo giorni di sole questo è il primo giorno di pioggia. Tra i rami dei bassi melograni selvatici e il vento che tira, non si riesce a tenere aperto l’ombrello. Quel percorso in salita è unico al mondo. Le pietre bagnate fanno scivolare le scarpe. Mi sento molto generosa: le promesse sono promesse! Alzo gli occhi dalle pietre, per vedere quanto manca alla Croce. Sembra sia sempre più lontana. Mi accorgo che davanti a me c’è una donna scalza,. Usa l’ombrello come bastone per non cadere. Mi sento un vermicello, con le scarpe ai piedi! La guardo meglio: è la donna più anziana e malandata del nostro gruppo… quella che cammina piano e zoppica ogni momento… Altro che generosità! Non riesco a non pensare: “Che botta nei denti! Grazie, Mamma, che mi abbassi così!”.
L’ultima sera, in chiesa durante l’Adorazione siamo tanti in ginocchio, stretti sul pavimento perché le panche sono tutte occupate. Non sento nemmeno il freddo del marmo, ma continuo a guardare il Santissimo, piangendo. Mi sento toccare le spalle, con dolcezza. Mi giro e vedo di fianco a me una bella ragazza bionda. Non ha l’aria dell’italiana, ma qui c’è tutto il mondo. Mi porge un’immagine. La prendo e la guardo. Mai vista prima un’immagine come questa. Leggo la scritta: Madonna delle Lacrime di Siracusa. Che la ragazza sia italiana? Finita l’Adorazione, guardo verso di lei per ringraziarla, ma non c’è più. Mi dispiace. Avrei voluto abbracciarla e dirle: “Grazie”. Incredibilmente la incontro di nuovo il giorno dopo, nella tantissima gente. Ci riconosciamo. Con un po’ di inglese e un po’ di italiano riusciamo a comunicare tra noi. Ha 20 anni. È polacca, di Czestochowa. È arrivata in pellegrinaggio a Medjugorje, con un’amica, a piedi con il sacco a pelo in spalla, visitando anche Fatima, Lourdes, Siracusa e Loreto. Mi sento un vermicello perché sono arrivata a Medjugorje con un “comodo” traghetto!
Spontaneo, il mio pensiero: “Mamma cara, sono venuta a ringraziarti. Credevo di essere qua per darti qualcosa, ma sei Tu mi stai dando tanto! Come farò a “pagare” il debito che ho fatto con Te quando mio padre era sotto i ferri?”.
Spontanea la risposta che sento nel cuore: “Figlia mia! Con me non ci sono debiti. L’amore non ha debiti!”. Nel mio cuore arriva anche la pace…
 
Angela Magnoni
 Fonte:http://www.partecipiamo.it/angela_magnoni/maria/apparizioni_medjugorje.htm

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