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mercoledì 1 aprile 2015

Sono passati 10 anni dalla scomparsa di Giovanni Paolo II.

Sono passati 10 anni dalla scomparsa di Giovanni Paolo II. Alle sue esequie parteciparono moltissimi capi di stato e di governo, oltre a centinaia di migliaia di fedeli che tra molti applausi e grida «Santo subito» hanno accompagnato l'omelia celebrata dal cardinale Joseph Ratzinger. Da poco meno di un anno, papa Francesco lo ha proclamato Santo insieme a papa Giovanni XXIII .
 
Morì dopo un pontificato durato 27 anni. 
 Era il 2 aprile del 2005 quando, alle 21:37, morì Papa Giovanni Paolo II. Al momento dell’annuncio ufficiale migliaia di persone si erano raccolte spontaneamente davanti alla Basilica di San Pietro dando vita a una veglia di preghiera che praticamente si svolse senza sosta fino al giorno del funerale, venerdì 8 aprile.

Fra poche ore ci apprestiamo a ricordare quel giorno a dieci anni esatti di distanza. In quei momenti, le ore dell’agonia del Papa i fedeli  accompagnarono il Santo Padre fino alla fine con le preghiere, i canti e la loro semplice presenza. Tra loro la maggior parte erano giovani anche per segnare il rapporto particolare che Papa Wojtyla aveva instaurato con le nuove generazioni anche e soprattutto attraverso le Giornate mondiali della Gioventù, momenti nei quali il Papa riusciva a parlare direttamente al cuore dei ragazzi e a conquistarli nel modo più profondo possibile.
Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, prova a spiegare così a Repubblica Tv l’enorme affetto che il Papa era riuscito a suscitare in milioni di persone e di giovani: “Credo che Giovanni Paolo II ha insegnato a non avere paura nella loro vita personale e nella loro vita pubblica. Lui è l’uomo del mondo che ha incontrato più gente. E aveva anche questa capacità di rendere l’incontro un incontro personale. In definitiva Giovanni Paolo II è stato un uomo di popolo”. Riccardi poi prova a ragionare su quale sia stata l’eredità principale che il Papa ci ha lasciato: “E’ difficile dirlo, lui è stato il Papa dei primati. quello che ha fatto più viaggi, che ha più parlato, il Papa delle riunioni interreligiose di Assisi, il Papa della famiglia, quello della lotta al comunismo…Mi sembra che quello che ci ha lasciato davvero sia l’idea che tutto può cambiare”. Insomma un Papa che non si è arreso alla storia, ma che ha operato per cambiarla.
In tutto il mondo si preparano a celebrare il decennale della sua morte. In Polonia si registra un boom di pellegrinaggi nei luoghi natali del Papa santo e il Canada ha istituito il “Wojtyla day” proprio il 2 aprile.

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