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mercoledì 28 marzo 2018

Međugorje, preghiera di guarigione del 28 Marzo 2018


Međugorje, 28 Marzo 2018, Mercoledì della Settimana Santa, preghiera di guarigione guidata da fra Zvonimir Pavičić.

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Međugorje, 28 Marzo 2018, omelia della Santa Messa


Međugorje, 28 Marzo 2018, Mercoledì della Settimana Santa, omelia della Santa Messa vespertina.


Video quì sotto:
 

"Giunto il tempo della prova" - ...di Diego Manetti


Giunto il tempo della prova, credo che sia questa la miglior sintesi dei due messaggi che la Regina della pace ha dato a Medjugorje il 18 e 25 marzo scorsi. Nel primo ha ricordato come il dolore e la sofferenza, abbiano trafitto anche il suo cuore è tuttavia non si è mai smarrita, perché ha fatto appello alla forza della fede e una fiducia inmensa nell'amore di Dio. Questo richiamo alla forza della fede,  fa  capire che: chi crede è più forte, perché nel tempo della prova, sarà proprio la fede ad essere messa alla prova. Allora bisogna sapersi appellarea a questa forza, quando si è nel dolore, nella sofferenza e confidare sempre nel Padre celeste. In  quell' appello,  "non abbiate paura",  io vedo proprio l'esortazione a non temere il tempo della prova che è il tempo dei segreti. E poi questo messaggio del 18 marzo 2018 a Mirjana, si conclude ricordando che nessuna creatura di Dio andrà persa, ma vivrà in eterno. Il richiamo alla vita eterna che contraddistingue la drammaticità degli eventi che stanno davanti a noi. Bisogna pensare che non è mai la fine, anche quando siamo nella prova , che quando rischiamo di perdere la vita , quello che conta è la salvezza dell'anima. Questo è un monito pienamente evangelico e poi ancora un riferimento al tempo dei segreti : "figli miei la vostra lotta è dura, sarà ancora più dura." Ecco, non dobbiamo avere paura perché confidando nell'amore di Dio, che ci  guarda nella prova, invochiamo la forza della fede per affrontare questi tempi di prova. In parallelo, appena 7 giorni dopo, il messaggio del 25 di marzo dato a Marja, quello che è per il mondo intero:" Vi invito a stare con me nella preghiera, in un tempo di Grazia, in qui tenebre lottano contro la luce." È un tempo di Grazia, perché possiamo partecipare in questa lotta e di questa vittoria. Ma per essere pronti dobbiamo confessarci e pregare, solo così si comincia una vita nuova della Grazia, solo così, di fronte alle prove, alla Croce non saremo schiacciati, ma vedremo di essere un segno di Vittoria e di speranza ad amici. Ognuno di noi è parte del piano di Dio! Aiutiamo la Madonna, affinché il suo Cuore Immacolato trionfi e non temiamo il tempo dei segreto e il tempo della prova, che ormai è davanti a noi. Una preghiera per tutti!

 Diego Manetti

VIDEO qui sotto:


Rivelava così il suo rapporto con la fede Fabrizio Frizzi:"Ringrazio Dio e la Madonna tutti i giorni. "

Fabrizio Frizzi, la Madonna, santa Gemma Galgani e un solo matrimonio davanti a Dio

 



«Ringrazio Dio e la Madonna tutti i giorni. Durante la gravidanza ci sono stati problemi seri, e ci siamo affidati a Maria. Abbiamo chiesto protezione per la mamma e la bambina. E ora che tutto è andato bene, il senso di gratitudine è forte». In un’intervista al settimanale Oggi rivelava così il suo rapporto con la fede Fabrizio Frizzi, il celebre presentatore televisivo, passato alla vita eterna nella notte tra domenica 25 e lunedì 26 marzo, le cui esequie si terranno il 28 marzo, a partire dalle ore 12, presso la Basilica di Santa Maria in Montesanto (una chiesa in stile barocco, completata nel 1679, situata nel rione Campo Marzio, in piazza del Popolo, tra via del Corso e via del Babuino, a Roma).

Fabrizio Frizzi ha confidato in Dio ed aveva chiesto la protezione della Madonna (“Maria è una figura che riscalda il cuore, e parlare di una statua o di un quadro può essere poco rispettoso) per la figlia Stella, nata il 3 maggio 2013, quando aveva 55 anni, figlia che ha sempre considerato come un dono di Maria Santissima. «Il fatto stesso che sia arrivata è un miracolo, anche perché la gravidanza non è stata facilissima. Arriva questo dono di Dio e quando rischi di perderlo ti spaventi, fai tutto quello che è necessario per evitare di perdere la creatura. Quando è nata mi sono commosso».
Frizzi, dopo un matrimonio civile, dunque non valido per la Chiesa, contratto con la celebre conduttrice Rita Dalla Chiesa, aveva celebrato il suo matrimonio sacramentale con Carlotta Mantovan presso la chiesa di San Gabriele Arcangelo a Roma. «Affronto questo passo così importante per le nostre vite con tanta allegria e, lo ammetto, anche con commozione», aveva raccontato il conduttore. «È come chiudere un cerchio: dopo essere diventato padre di Stella, uno dei regali più belli che mi ha fatto Carlotta, mancava solo il matrimonio per rendere tutto più completo, per essere una famiglia in piena regola».
Cattolico, da sempre (“mi porto nel cuore l’immagine accogliente della Madonna della Pietà di Bassano Romano”, aveva ricordato, parlando del paese del Viterbese dove hanno vissuto l’ultimo tratto della loro vita i suoi genitori), sulla fede dichiarava: «è difficile trovare le parole giuste per raccontare il proprio rapporto con la fede in modo equilibrato. Si rischia di passare per uno che vuole ostentarla, di banalizzare, di pontificare».
Nel corso della sua vita Fabrizio Frizzi ha avuto la forza di superare anche un momento di crisi spirituale. Egli stesso lo ha raccontato attraverso un’intervista concessa a Pontifex nel 2010: «Io sono sempre stato cattolico, ma ad un certo punto della mia vita mi ha assillato il tarlo del dubbio, della sfiducia. Un caro parente stava morendo per una grave malattia ed io non accettavo questa idea, il mio animo era turbato». Ma un giorno a Lucca, aveva dichiarato Fabrizio Frizzi, «il mio sguardo cadde sulla immaginetta di san Gemma Galgani e quel volto bello, pacifico e armonioso, il suo sguardo puro mi hanno rasserenato e in un certo senso convertito.
Devo a San Gemma Galgani l’aver ritrovato la fede, quella vera».
Cattolico fervente, oltre ad essere un volto storico dell’Unitalsi, con la quale accompagnava i malati a Lourdes («Lourdes tocca corde profonde. Da Roma, dove la mia vita va sempre di corsa, sembra lontanissima. Poi, grazie all’Unitalsi, diventa vicinissima. La prima volta che mi sono trovato davanti alla Grotta della Madonna, nell’estate del 2002, ho provato un’emozione forte, profonda. Davanti alla Grotta c’è un silenzio che non trovi altrove. Eppure non sei mai solo. Eppure si prega tutta la notte. Lì si sente la speranza, la disperazione e il dolore mescolati insieme. Si percepisce una mano tesa a darti conforto, ti senti di alzare le tue per conquistarlo. Qui avverto qualcosa di speciale, che non ho provato in un altro luogo. A Lourdes vengo soprattutto per dare un sostegno ai malati e ai volontari dell’Unitalsi, che si dedicano col sorriso a persone che hanno problemi di salute, anche gravi. Io faccio poco, non sono bravo come loro»), Fabrizio Frizzi è stato un donatore di midollo osseo e un uomo impegnato in tante iniziative di carattere sociale.
«Ho sempre avuto la gioia di vivere e di godere la vita momento per momento, l’esperienza brutta che ho dovuto affrontare non ha fatto altro che confermare quello che già sapevo. La vita va goduta, perché non sai mai quello che succede domani», aveva dichiarato dopo la malattia che lo colpì nello studio televisivo dell’Eredità. E oggi quelle parole risuonano come una profezia, un sentore affermato con il suo stile pacato, umile, con il rispetto e il garbo che lo hanno sempre contraddistinto, da vero cristiano impegnato nel mondo dello spettacolo e non oggetto del mondo dello spettacolo, come certi battezzati tendono ad essere.
Ma LA FEDE QUOTIDIANA preferisce concludere il ricordo di Fabrizio Frizzi con una sua profonda riflessione spirituale: «può capitare di avvicinarsi di più alla fede quando prendi batoste dalla vita, quando perdi il padre in giovane età e cominci a farti tante domande. Cogli segni, senti l’esigenza di sperare in un Aldilà, ti ci appigli. A volte la ragione ti porta a pensare diversamente, ma le vicende della vita ti spingono a sperare in un’altra vita».

Fonte:http://www.lafedequotidiana.it/fabrizio-frizzi-la-madonna-santa-gemma-galgani-e-un-solo-matrimonio-davanti-a-dio/

martedì 27 marzo 2018

Statua tridimensionale dell’Uomo della Sindone realizzata sulle misure millimetriche ricavate dal lenzuolo in cui fu avvolto il corpo di Cristo

L’Uomo della Sindone ricostruito in 3D e in Vangeli che raccontano la verità

 

La ricostruzione dei Vangeli sembra collimare con le scoperte del professor Giulio Fanti dell'Università di Padova

«Questa statua è la rappresentazione tridimensionale a grandezza naturale dell’Uomo della Sindone, realizzata sulle misure millimetriche ricavate dal lenzuolo in cui fu avvolto il corpo di Cristo dopo la crocifissione» spiega Giulio Fanti, docente di Misure meccaniche e termiche all’Università di Padova e studioso della reliquia. Il professore sulla base delle sue misurazioni ha fatto realizzare un “calco” in 3D che – a suo dire – gli permette di affermare che queste sono le reali fattezze del Cristo crocifisso.
«Riteniamo perciò di avere finalmente l’immagine precisa di come era Gesù su questa terra. D’ora in poi non si potrà più raffigurarlo senza tenere conto di quest’opera». Il professore ha affidato al settimanale Chi l’esclusiva di questo suo lavoro, a cui ha rivelato: «Secondo i nostri studi Gesù era un uomo di bellezza straordinaria. Longilineo, ma molto robusto, era alto un metro e ottanta centimetri, mentre la statura media dell’epoca era di circa 1 metro e 65. E aveva un’espressione regale e maestosa» (Vatican Insider).

 Tramite lo studio e la proiezione tridimensionale della figura, Fanti ha potuto anche fare un computo delle numerosissime ferite sul corpo dell’uomo della Sindone:
«Sulla Sindone – riprende il docente – ho contato 370 ferite da flagello, senza prendere in considerazione quelle laterali, che il lenzuolo non riporta perché avvolgeva solo la parte anteriore e posteriore del corpo. Possiamo perciò ipotizzare un totale di almeno 600 colpi. Inoltre la ricostruzione tridimensionale ha permesso di ricostruire che al momento della morte l’uomo della Sindone si è accasciato verso destra perché la spalla destra era lussata in modo tanto grave da ledere i nervi» (Il Mattino di Padova).

Le domande che avvolgono il mistero della Sindone appaiono ancora intatte, di certo in quell’uomo martoriato vediamo il segno della sofferenza e in essa troviamo un pezzo di ciascuno di noi, ma anche – negli occhi della fede – la speranza che quell’uomo non sia uno qualunque, ma l’Uomo per eccellenza, quel Ecce Homo che si presentò docile di fronte a Pilato e che dopo la tremenda flagellazione fu messo in croce da innocente, anzi caricandosi le colpe di tutti, e sebbene credere nella Sindone non sia obbligatorio neppure per il cristiano, l’eccezionalità di quel lino rimane lì a sfidare la nostra comprensione e le nostre certezze, quasi come fece un certo Gesù di Nazareth che sfidò le nostre certezze amando i suoi persecutori, perdonandoli dalla croce e sconfiggendo la morte ormai due millenni fa…

lunedì 26 marzo 2018

VIDEO: Međugorje, 26 Marzo 2018,preghiera di guarigione


Međugorje, 26 Marzo 2018, Lunedì della Settimana Santa, preghiera di guarigione guidata da fra Perica Ostojić.

  VIDEO qui sotto( aspettare che si carichi) :

domenica 25 marzo 2018

Messaggio del 25 marzo 2018 della Regina della Pace- Međugorje

Messaggio, 25 marzo 2018 
dato alla veggente Marija

"Cari figli! Vi invito a stare con me nella preghiera, in questo tempo di grazia, in cui le tenebre lottano contro la luce

Figlioli, pregate, confessatevi ed iniziate una vita nuova nella grazia.
 Decidetevi per Dio e Lui vi guiderà verso la santità e la croce sarà per voi segno di vittoria e di speranza.
 Siate fieri di essere battezzati e siate grati nel vostro cuore di far parte del piano di Dio
Grazie per aver risposto alla mia chiamata

 

Poruka, 25 ožujka 2018.
“Draga djeco! Pozivam vas da budete sa mnom u molitvi u ovom milosnom vremenu kad se bori tama protiv svjetla. Molite, dječice, ispovjedajte se i počnite novi život u milosti. Odlučite se za Boga i On će vas voditi prema svetosti i križ će vam biti znak pobjede i nade. Budite ponosni da ste kršteni i zahvalni u svome srcu da ste dio Božjeg plana. Hvala vam što ste se odazvali mome pozivu.“

sabato 24 marzo 2018

Perchè si benedicono le palme? Cosa vuol dire Osanna? - Ecco la SPIEGAZIONE

LO SAPEVATE?
Domenica 1 Aprile è la domenica della Palme, e fin dal giorno prima sono tanti a fare la scorta di ramoscelli di ulivo da benedire il giorno dopo. Tutti sappiamo che l’ulivo  fin dai tempi più remoti è considerato  simbolo di pace.  Ma non è per questo che l’ulivo è simbolo delle Pasqua.
Nella forma ordinaria del rito romano essa è detta anche domenica De Passione Domini (della passione del Signore). Nella forma straordinaria la domenica di passione si celebra una settimana prima, perciò la Domenica delle palme è detta anche "seconda domenica di passione".
Questa festività è osservata non solo dai cattolici, ma anche dagli ortodossi e dai protestanti.
La Domenica delle Palme ci ricorda, l’ingresso a Gerusalemme di Gesù, il quale, alla sua venuta, fu accolto dagli abitanti della città in un clima di festa, salutandolo agitando rami di palma.

LA SCELTA DELL'ASINA AL POSTO DEL CAVALLO

Gesù, quindi, fa il suo ingresso a
 Gerusalemme, sede del potere civile e
 religioso della Palestina, acclamato co
me si faceva solo con i re però a cavalcioni di
 un’asina, in segno di umiltà e mitezza. La 
cavalcatura dei re, solitamente guerrieri, 
era infatti il cavallo.

 Qui la folla numerosissima, radunata dalle 
voci dell’arrivo del Messia, stese a terra i 
mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli 
alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella 
regione, e agitandoli festosamente 
rendevano onore a Gesù esclamando 
«Osanna al figlio di Davide! Benedetto
 colui che viene nel nome del Signore!
 Osanna nell’alto dei cieli!».

La palma: nell'antico testamento è simbolo di vittoria e di trionfo ma pure di pace come frutto della vittoria. Agitando le palme venivano accolti i re o i generali che entravano in città dopo aver sconfitto l'esercito nemico.
Si parla quindi di palme, e non di ulivi. Si narra che la popolazione avesse usato solo rami di palma per acclamare Gesù, in quanto simboleggiano il "trionfo e la "regalità" e, pare che i rami d’ulivo siano stati introdotti dalla tradizione popolare perché era più difficile trovare le palme che gli ulivi, soprattutto in Italia, una terra nella quale le piante d’ulivo sono molte diffuse.
Nei Paesi dell’Europa settentrionale, nei quali non cresce l’ulivo, che è una pianta tipica dell’area mediterranea, si sostituiscono i ramoscelli con fiori e foglie intrecciate.
L’ulivo è una pianta comunque molto significativa per la cristianità in generale. Infatti l’ulivo compare proprio nella Bibbia: è tra il becco della colomba che ritornò da Noè dopo il diluvio, ed è anche nell’Orto del Getsemani dove Gesù si recò a pregare la notte del suo arresto.

 L’esclamazione «osanna»:
  All’origine, questa era stata una parola di supplica, come: «Deh, aiutaci!»
 una lode gioiosa a Dio nel momento di quell’ingresso; la speranza che fosse arrivata l’ora del Messia e al contempo la richiesta che si realizzasse nuovamente il regno di Davide e con esso il regno di Dio su Israele. [...]
  «Venga la grazia e passi questo mondo. Osanna al Dio di Davide. Chi è santo, acceda; chi non lo è, si converta. Maranatha. Amen» (10,6).
Per la Chiesa nascente la «Domenica delle Palme» non era una cosa del passato. Come allora il Signore era entrato nella città santa cavalcando l’asinello, così la Chiesa lo vedeva arrivare sempre di nuovo sotto le apparenze umili del pane e del vino.
La Chiesa saluta il Signore nella santa Eucaristia come Colui che viene ora, che è entrato in mezzo ad essa. E al contempo Lo saluta come Colui che rimane sempre il Veniente e ci prepara alla sua venuta. Come pellegrini andiamo verso di Lui; come pellegrino Egli ci viene incontro e ci coinvolge nella sua «ascesa» verso la croce e la resurrezione, verso la Gerusalemme definitiva che, nella comunione col suo Corpo, già si sta sviluppando in mezzo a questo mondo.



venerdì 23 marzo 2018

VIDEO: Međugorje, 22 Marzo 2018, giovedì- Adorazione eucaristica


Međugorje, 22 Marzo 2018, giovedì della V settimana di Quaresima, adorazione eucaristica presieduta da fra Zvonimir Pavičić.
                VIDEO QUI SOTTO:
 

mercoledì 21 marzo 2018

Domenica delle Palme o della Passione del Signore a Medjugorje - Programma

Domenica delle Palme o della Passione del Signore

data: 20.03.2018.
Nella Diocesi di Mostar – Duvno è consolidata tradizione che l’intera settimana che va dalla Quinta Domenica di Quaresima alla Domenica delle Palme sia dedicata alla preghiera in riparazione delle bestemmie. In questa settimana, a Medjugorje, tutti i parrocchiani e i pellegrini vengono dunque invitati a presentare a Dio tutte le loro preghiere in riparazione delle offese a Lui arrecate con la bestemmia. Con la Domenica delle Palme o della Passione del Signore inizia la Settimana Santa, culmine della preparazione alla Solennità della Risurrezione del Signore. Il 25 marzo 2018, la Liturgia delle Palme a Medjugorje inizierà alle ore 10:30 nel luogo in cui sono ubicate le fondamenta dell’antica chiesa parrocchiale. Da lì ci si recherà quindi in processione nella chiesa parrocchiale di san Giacomo, dove, alle ore 11:00, sarà celebrata la Santa Messa della Passione del Signore. Quel giorno le Sante Messe in lingua croata verranno celebrate in chiesa anche alle ore 7:00, 8:00 e 18:00. La Benedizione dei rami di ulivo si terrà in tutte le Messe. Alle ore 14:00, come ogni domenica, si pregherà il Rosario sul Podbrdo. Quest'anno la celebrazione della Domenica delle Palme cade, come già detto, il 25 marzo. La Solennità dell'Annunciazione del Signore verrà dunque celebrata lunedì 9 aprile, ossia dopo l'Ottava di Pasqua. 

La Madonna ha detto a Medjugorje che Satana sarà sconfitto dopo la rivelazione dei segreti.

Suor Emmanuel a San Martino in Rio (RE)

"Lo scontro è all'apice, Maria prepara un tempo nuovo"


  • 28-02-2018


"Benedire l'adulterio? Il Vangelo è chiaro: "Non è tuo marito"". 

Ospite in Italia, suor Emmanuel Maillard a 360 gradi sulla crisi della fede, il peccato che dilaga e il trionfo del cuore immacolato: "Lo scontro tra le tenebre e la luce è al suo apice con la battaglia per distruggere il matrimonio. Ma Maria sta preparando una Nuova Pentecoste". Medjugorie? "L'inviato pontificio vede i frutti e riconosce la luce".
 
A che punto è la notte? Al punto che, come ha detto suor Lucia di Fatima al cardinal Caffarra, si sta combattendo l’ultima battaglia: quella sul matrimonio. Suor Emmanuel Maillard lo ripete e la sua voce quasi stridula rimbomba tra le pareti della chiesa dove 600 persone si sono date appuntamento per ascoltarla. Dici suor Emmanuel e la mente corre a Medjugorie dove la religiosa vive contribuendo a diffondere i messaggi della Gospa.
Occhi vivaci, i capelli bianchi che si intravedono mentre escono dal velo, la fortuna di invecchiare con grazia, al contrario di tante francesi della sua età che appaiono intristite anche nell’aspetto, l’accento francese che sembra rendere tutto dolce, anche parole come questa: “Oggi tutti convivono, ma la convivenza è un peccato, gli adulteri vorrebbero una benedizione di Dio, ma Dio con loro è chiaro: “Hai detto bene, non è tuo marito””.
Parole di verità, segno che per riempire una chiesa non servono ricette accomodanti e programmi allettanti, basta annunciare la verità sull’uomo e sul progetto di Dio ad un popolo che in incontri come questo si dimostra ancora assetato di conoscerla.
Suor Emmanuel ha concluso l’altra sera in Emilia Romagna un breve viaggio in Italia iniziato a Roma e finito ieri sera a Lugo di Romagna nel corso del quale ha incontrato migliaia di fedeli parlando di sofferenza e redenzione, di Eucarestia e nuova pentecoste, quella che la mistica francese Martin Robin aveva annunciato dal suo letto di dolore.
La Nuova BQ l’ha incontrata a margine dell’incontro organizzato lunedì dall’Unità pastorale Maria Regina della Famiglia di San Martino in Rio (RE).
Suor Emmanuel, a che punto è la guerra?
Non sono una profetessa, ma vedo che all’inizio delle apparizioni la Madonna ha detto che Satana sarà sconfitto dopo la rivelazione dei segreti. Dunque basta guardare la realtà: vediamo che cosa succede nel mondo, non c’è bisogno di avere studiato tanto per vedere che siamo nel punto dove il male è talmente attivo fino ad attaccare i piccoli nelle scuole che non possono evitare di essere avvelenati: programmi satanisti, impuri, la pornografia. Quando io avevo 11 anni tutto questo non esisteva. Siamo di fronte ad una vertiginosa corsa al male. Questo è un segno molto eloquente del livello a cui è arrivato lo scontro.

Ma ci sarà una fine? La Madonna con i veggenti di Medjugorie è stata chiara: prepara un tempo nuovo, un tempo in cui, quando sarà passata questa ondata di male, di buio e di confusione, allora arriverà la Vittoria del Cuore Immacolato.
Nel corso della conferenza ne ha parlato: e in questo ultimo tratto lo scontro è sulla famiglia…
Non pensa che ci siamo dentro?

Sì.
Ogni volta che leggo di una nuova legge è un passo avanti verso la distruzione del piano che Dio ha fatto sull’umanità. Tutti soffriamo di questa situazione: siamo in piena guerra spirituale tra la luce e la tenebra. Vede che cosa succede? Divorzi, tradimenti, pornografia, le persone convivono naturalmente, ma è un peccato grave eppure lo fanno tutti. Gli adulteri sono ormai normalizzati e i piccoli sono martiri. Tutto questo “uccide” i bambini, i nostri piccoli. Ma Dio prepara una Nuova Pentecoste.

Ci spieghi…
Una Nuova Pentecoste di amore, ce ne parla la Serva di Dio, proclamata da Papa Francesco, Marthe Robin. Non sarà come la prima Pentecoste, ma riguarderà tutta l’umanità: lo Spirito santo scenderà su di noi e tutti potranno vedere la loro anima come Dio la vede, potete chiamarla anche illuminazione delle coscienze. E questa illuminazione sarà per tutti e sarà terribile per coloro che sono nel peccato perché vedranno con orrore che cosa sarà il peccato e saranno tentati di disperare. Vedendo l’orrore del peccato e le conseguenze che hanno provocato, quel peccato sarà una sofferenza insopportabile, ma per quelli che sono toccati da Dio, sarà una grazia meravigliosa. Per questo la Madonna da 36 anni ci ripete: “Andate a confessarvi, abbandonate il peccato”. Invece il peccato è diventato diffuso tanto che ormai pensiamo che abortire sia una cosa normale.

Oggi tutto il peccato diventa legge. Eppure Dio dovrebbe essere anche il Signore della storia.
Ci sono persone che anche senza rendersene conto diventano lo strumento del distruttore per calpestare le leggi di Dio. Le racconto una cosa che mi è accaduta molti anni fa, negli anni ’90.

Prego.
Io e due consorelle del mio ordine venimmo invitate a partecipare ad un programma televisivo nel quale si parlava di omosessualità. Con noi c’era un politico molto aggressivo, contro la Chiesa e contro la morale. Abbiamo esposto le ragioni della fede e quando siamo usciti non credevo ai miei occhi.

Che cosa?
Quell’uomo ci ha avvicinate e guardandoci negli occhi ci ha detto: “Vi ringrazio, perché voi tre siete state le uniche ad aver detto la verità”.

Ma scusi, perché allora…?
…E’ quello che gli ho chiesto io: “Perché allora ci ha attaccato in maniera così virulenta?”

…E lui…?
“Sorella – mi disse – io devo tenere un ruolo, mi guardavano milioni di persone e dovevo dire quelle cose, ma nel mio cuore sapevo che la verità è dalla vostra parte”.

Oggi accade di peggio: con la pretesa del dialogo, certe verità non sembrano volerle dire neanche più i cattolici.
Perché abbiamo sbagliato il concetto di dialogo. Noi dialoghiamo in maniera umana, troppo umana, ma così perdiamo tempo e facciamo il gioco del nemico. La preghiera è molto più efficace. Quando vedo tutte queste energie messe in questo falso dialogo invito a pregare di più: perché la preghiera è molto più efficace, con essa abbiamo il nutrimento quotidiano della Parola di Dio che ci consente di fare luce e ci fa scoprire il piano di Dio, ma se esco in strada e comincio ad accettare un dialogo che cosa mi può rispondere la gente sul piano di Dio? Niente. Allora, dico: andiamo verso i fratelli per testimoniare, per far vedere l’amore che abbiamo per loro, ma non per ascoltare loro.

Lei a Medjugorie incontra un’umanità ferita e in ricerca. Che cosa vede tutti i giorni?
Vedo fardelli da portare, richieste, suppliche. La prima volta vengono per chiedere, ma la seconda tornano per pregare. Questo è molto bello. L’adorazione che si svolge tre giorni alla settimana irradia amore vero e misericordia. Ci nutre e i fedeli vengono attratti come le api sul miele.

Nel corso della conferenza ha insistito molto sull’aspetto sacrificale della messa.
Oggi la gente non sa che cosa sia la messa. Ma così è impossibile entrare nel mistero di Dio. E’ il calvario e viene rifiutato. Ma se anche lo si rifiuta, la realtà rimane questa. Se non credo il problema è mio, non della messa. 

Se dovesse spiegare a uno che non crede chi è la Madonna, che cosa direbbe?
Una mamma. Una mamma che ama tanto. Tanti oggi sono feriti dall’assenza della mamma, dall’assenza di amore. Tanti bambini soffrono perché non hanno la mamma a casa. Un bambino per stare bene nel mondo deve avere la sua mamma, il suo sguardo amorevole. Chi va in crisi è perché non si sente amato e prezioso per la sua mamma.

Crede che questi siano tempi mariani?
Sì. E’ lei stessa ad aver detto: “Questo è il mio tempo”. E lo vediamo da come interviene e da quali grazie sgorgano in chi la segue.

Ma Dio non è su questa terra, almeno ci viene detto sempre più spesso. E il dialogo con Lui deve restare confinato nel privato.
Ma se non cresco nella fede, faccio abbassare nel peccato tutta l’umanità. Penso che la mancanza di preghiera spieghi la trappola in cui siamo caduti oggi. Se preghi vedi la mano del Signore in tutto, dal cibo al lavoro, vedi la Provvidenza ovunque perché sei con Lui. Il cuore si inserisce in un dialogo tra amici che si parlano. E questo vale per tutti. Quante volte ho visto persone che si sono convertite dopo 40 anni. La Grazia della conversione ha dato loro la possibilità di rendersi conto di quante volte la mano di Dio li ha protetti anche quando loro erano lontani. Solo la conversione è in grado di permettere una rilettura della propria vita a 360 gradi.

Ma questo secolo è stato definito anche il secolo senza il sacro…
L’ha detto Natuzza Evolo. E’ perché siamo troppo facilmente soddisfatti con le cose terrene. La Madonna infatti ha detto: “Satana vi devia col il materialismo, col modernismo e l’egoismo, così pensate che ci sia solo la terra”.

Qual è una via privilegiata per scoprire il sacro, allora?
Preghiera e adorazione eucaristica. Dio ti riempie e questa presenza è reale, ti nutre.

Immagini di essere Santa Caterina da Siena e di dover spronare le gerarchie ecclesiastiche…
Ripeterei una frase che la Madonna disse a Bruno Cornacchiola (il veggente delle Tre Fontane ndr.): “Sai Bruno, i miei sacerdoti sanno molte cose di me, ma non mi conoscono”.

E come si conosce Maria?
Nella preghiera. Nei seminari si impara la teologia, ma non si prega, non si impara la devozione alla Madonna, la pratica dell’Adorazione Eucaristica, la meditazione dei misteri del Rosario. Non si imparano le cose del cuore.

E questo ha ricadute…?
Certamente. Un sacerdote che fa fatica a confessare è perché non ascolta i cuori umani, ma se non ascolta il cuore di Gesù, come può ascoltare il cuore dei fratelli?

Che cosa direbbe invece alle famiglie che vivono questa lotta finale?
Di non sposarsi perché sono innamorati, ma solo se si ha in comune la fede e un progetto per vivere insieme l’unione divina. Agli sposi dico spesso che devono tornare a credere che quando sono entrati in chiesa per il matrimonio erano in due, ma dopo le promesse, sono usciti dalla chiesa in tre. Il problema è che quel terzo, che è il vero sposo, non c’è tra loro.

Oggi si cerca di accomodare questa mancanza. Si pensa che ora la Chiesa debba benedire anche le relazioni adulterine.
Tutte le risposte sono nel Vangelo. Alla donna al pozzo Gesù dice: “Hai detto bene, quest’uomo non è tuo marito”. Dunque non è una benedizione di Dio. Chi prende un’altra moglie è un adultero, la Parola di Dio non può essere cambiata, noi possiamo non ascoltarla ma rimane. Eppure tanti giovani arrivano al matrimonio dopo aver fatto mille esperienze.

Ma senza conoscere la castità. Non crede che oggi sia una parola proibita?
Invece è una parola bellissima e indispensabile per comprendere l’ordine di Dio.

Come vede l’attività che sta svolgendo l'inviato pontificio a Medjugorie monsignor Hoser?
Bellissima. E’ venuto anche da noi in comunità. Ha visto i frutti di Medjugorie, è contento nel toccare con mano l’opera che la Madonna fa ha fatto; Secondo lui è un posto di luce tanto da invitare tutti i giornalisti a venire ai piedi del Podbrdo perché lì si trova la luce.

Quando capiremo che la guerra sta finendo?
Quando vedremo finalmente le coscienze illuminarsi. Allora sarà il segno che il Cuore Immacolato sta per trionfare.

(Si ringrazia per il servizio fotografico Valeria Manfredini Battistelli)

Fonte:http://www.lanuovabq.it/it/lo-scontro-e-allapice-maria-prepara-un-tempo-nuovo

martedì 20 marzo 2018

Quanto vale il mio giudizio privato su Medjugorje tanto vale l’opinione del vescovo di Mostar. Si deve attendere- MONS. FRANE

MONS. FRANE FRANIC PARLA CON SCHIETTEZZA ED UMILTÀ AD UN GRUPPO DI LAICI DI ANCONA
 (Spalato, 22 dicembre 1987)
Introduzione
La competenza per Medjugorje è stata tolta al Vescovo di Mostar e data alle Conf. espicopale jugoslava DOMANDA:è la prima volta che andate a Medjugorje?
Ecco io ci sono andato 12 o 13 volte... DOMANDA - Ecco, ci parli di Medjugorje, della sua esperienza, ci commenti di tutto quello che si dice in Italia di Medjugorje
V. Si dicono molte cose diverse,contrastanti. Non so che cosa dice il vostro Vescovo. D. Contrario.
V. E contrario? Va bene! Io sono favorevole. Ma si tratta di cose libere e come dice s. Agostino, «nelle cose dubbie la libertà, nelle cose certe la carità». Cosi...io capisco le ragioni dei Vescovi che son contrari, ma sarei molto felice se i Vescovi che sono contrari capissero le ragioni dei Vescovi che sono favorevoli. Certo, la Madonna insegna obbedienza, ma il vostro Vescovo vi ha interdetto di andare a Medjugorje? D. Solo i laici vanno, ma lui non può proibircelo.
V. Voi dite che non può proibirlo, ma allora andate! Io permetto ai miei diocesani e non so di nessun Vescovo Jugoslavo che abbia espresso il suo dispiacere a questi pellegrinaggi privati; vanno liberamente anche dalle Diocesi di Mostar. Anche da questa mia città vanno ogni sabato, privatamente organizzati. Io non c’entro. E vanno a pregare, per ascoltare la Messa, per convertirsi, per confessarsi e trovano tanta utilità spirituale per la loro anima. Questo mi piace... quando si prega.

Io non sento tanto il bisogno di andare, perché in questa cappellina, ogni giorno è esposto il Santissimo e c’è una signorina che si è ritirata dal mondo, che prega anche di notte. Qui (nella capppella) trovo una pace, una tranquillità per la mia anima, trovo conforto, trovo equilibrio. Ma qualche volta vado a Medjugorje Per esempio il 17 dicembre quando festeggiavo il 37° anno del mio Episcopato. Ci sono andato per dire la Messa nella Sagrestia privatamente.
Opinione privata quella del Vescovo Zanié
Io so che il Vescovo di Mostar ha fatto una predica (voi conoscete...) tutto il mondo ha letto la sua predica del 25 luglio. Ma lui può esprimere una opinione privata come quando io dico di essere a favore. Sono convinto che la Madonna appare a Medjugorje ma questa è una mia affermazione personale. Però bisogna attendere il giudizio definitivo della Chiesa. Quanto vale il mio giudizio privato tanto vale l’opinione del vescovo di Mostar, o del Vescovo di Ancona. Le nostre sono affermazioni private. Si deve attendere il giudizio della C.E.I. che è giudice in seconda istanza, impegno che la Santa Sede ha dato alla Conferenza Episcopale Jugoslava, il cui giudizio poi deve essere sottoposto alla Santa Sede. Noi non possiamo dire «va bene, ecco, è vero». E solo un nostro parere. Poi la Santa Sede potrebbe fare una Terza Commissione Internazionale, forse... Però il lavoro della Commissione è incominciato e sarà molto lungo e difficile. Debbono esaminare tutto il lavoro della Commissione precedente e poi anche i lavori della commissioni private e internazionali come quelle degli scienziati, dei medici e altre cose. E andrà a lungo. Noi dobbiamo essere preparati ad accogliere la sentenza definitiva della Chiesa.
Intanto qui in Jugoslavia siamo liberi di andare privatamente a pregare. Nessuno ha proibito questi pellegrinaggi che dispiacciono molto al Vescovo di Mostar. Ma lui non ha competenza di proibire come prima. Lui può solo affermare come consiglio:
«Non andate, è un lavoro diabolico. Lui dice tante cose. Ma è solo la sua opinione privata e nessun vescovo iugoslavo ha preso sul serio questa opinione. Noi lo lasciamo predicare anche a tutto il mondo; lo possiamo ascoltare con rispetto, ma come la mia anche la sua è un’opinione privata. Voi se siete attirati potete andare. E voi laici potete invitare i sacerdoti. Quindi voi italiani potete essere liberi. Ma adesso i pellegrinaggi dall’America sono in maggioranza.
D. La stampa italiana infatti ha bloccato un po’, specie dopo quanto ha riferito del famoso discorso del Vescovo di Mostar.
V. Ecco, sì, ha fatto impressione più in Italia perché pensano che il Vescovo di Mostar sia competente. Però questa competenza gli è stata tolta dalla Santa Sede (lo dico con tutto il rispetto per amore della verità) e data alla C.E.I. Il Papa e Medjugorje
D. - Lei, Eccellenza, ha mai parlato col Papa di Medjugorje?
V. - No. Io non voglio intromettermi a dare fastidio al Santo Padre. Però nel luglio scorso c’era un pellegrinaggio di giovani (erano quasi mille) abbiamo detto Messa a Castelgandolfo. E tra i giovani ho visto Mirijana di Sarajevo, la studentessa. E io ho detto spontaneamente così: «Santo Padre, ecco una veggente di Medjugorje!». Il Papa ha risposto: «Io prego ogni giorno per una buona soluzione per Medjugorje». Ecco così si è espresso. Ed io ho insistito: «Ma Santo Padre basterebbe venire a Medjugore per una visita». Il Papa ha risposto: «Non è facile per il Papa». Ma «Privatamente» — dico io... — E il Papa: «Il Papa, il Papa non può andare neanche (privatamente)»... Avrei voluto dire: «Così come va a sciare al Gran Sasso d’Italia». Ma mi sono fermato lì (e il vescovo ride...). Il Papa non ha detto con parole, ma ho sentito che dentro avesse come una apertura. Noi andiamo dal Papa raramente, e quando vado ho tempo limitato. Prima debbo anticipare di cosa voglio parlare. Perché ci sono varie Congregazioni e a volte vari problemi si possono risolvere anche attraverso le Congregazioni. Gruppi e movimenti: laici molto disposti, sacerdoti poco
D. - Io so che nella Sua Diocesi ci sono molti Gruppi di Preghiera dove Lei va a pregare; ognuno ha il suo stile. Ci sono Gruppi che vivono più intensamente i Messaggi della Madonna?
V. - Sì ci sono in questa città e in Jugoslavia Gruppi di Medjugorje, sono gruppi mariani, gruppi che si interessano dei pellegrini. Ma i sacerdoti non sono tanto disposti.. I sacerdoti in maggioranza sono contrari. Invece i laici a favore. Oggi si formano tanti Movimenti e non soltanto di Medjugorje ma focolarini, Catecumenali: che ce ne sono tanti qui. Ma i sacerdoti non vogliono accettarli. Ma qui e dappertutto lo Spirito Santo ha incominciato dalle fondamenta, dalle basi. D. Molte volte noi dobbiamo pregare senza sacerdote perché non vogliono venire a pregare con noi, non ci accettano nelle chiese perché preghiamo troppo a lungo.
C’è crisi di preghiera tra i sacerdoti
V. - Chiaro.. quando viene sera ci mettiamo davanti alla TV per tre ore come niente e diciamo che per un gruppetto di cinquanta persone non abbiamo tempo. Che cosa fai in quel tempo quando loro pregano? Sports? Football e altri film che diciamo importanti. Ma noi perdiamo tempo. Purtroppo c’è una crisi di preghiera tra noi sacerdoti. Bisogna riconoscerlo. Il Signore ci ascolta e non vorrei dire cose non vere. D. - Noi abbiamo avuto 2-3 amici che dopo essere venuti a Medjugorje, sono partiti per ordini completativi.
V. - Questo è un fenomeno che a noi sacerdoti sfugge. Noi parliamo di rinnovamento, noi facciamo le prediche del Concilio. Noi diciamo «venite alla mia messa e la mia predica vi basta»... No! Loro vogliono pregare attivamente e non possono. Bisogna insegnare ai laici la preghiera. Bisogna farli partecipare attivamente alla vita della chiesa. Io conosco bene Chiara Lubic. Ci scriviamo qualche volta. Dopo il Sinodo mi ha scritto «Il Sinodo ha approvato questi Movimenti di rinnovamento nella Chiesa però ci vogliono dieci anni per essere accolti in tutta la chiesa». Io ho risposto «per Spaiato ci vogliono più di 15 anni!». D. - Siccome il mondo è così preso dal progresso, ci vorrebbe che la Chiesa ritornasse alle origini e ci facesse tornare alle origini, Ci parli di Dio. Che Dio è amore e riscoprire i valori. La gente non sa chi è Dio. Ha dimenticato tutto. La predica non è capita, è troppo alta, difficile.
Diciamo: Dio è amore e poi ci sendalizziamo di chi prega
V. La Parola di Dio nella mia vita è un po’ dimenticata...Voi avete chiesto la mia esperienza a Medjugorje Che Dio è Amore io l’ho bene insegnato quando ero professore a Spalato. Ma non avevo esperienza. Diciamo nelle prediche che Dio è amore, che la Chiesa è amore: una meraviglia! Siamo professionisti! Ma quando si tratta di viverlo nella mia vita, affermiamo di perdere tempo se si prega tre ore. Un’ora serve per preparare il nostro cuore, poi la seconda e terza ora è più fruttosa. D. So che Lei deve lasciare presto questa Diocesi. Molti Sacerdoti mi hanno pregato di chiederLe dove andrà, perché vogliono venirLa a trovare.
V. Io resto qui se Dio vuole. Lascio soltanto lo spazio più grande per il mio successore. Se Dio vuole, resto qui in un piccolo appartamento e sarò a disposizione con una sala, mensa e studio. D. Accoglierà anche dei gruppi per guidarli un po’?
V. Sarò in difficoltà se il mio successore me lo proibirà. Io spero di no. Io avrei un diritto naturale, un diritto umano di libertà, ma... chissà. Non vorrei creare difficoltà al mio successore. D.Come spiega questo accanimento del Vescovo di Mostar contro Medjugorje?
E difficile capire un’anima. Eppure io l‘ho creato Canonico l’ho richiamato da una remota Parrocchia ad una Parrocchia di Spalato. L’ho nominato Canonico e Parroco della Cattedrale. Io sono più anziano. Lui è del 18 ed io del 14. Quattro anni di differenza. Io lo conoscevo bene, mentre gli altri sacerdoti di qui non lo conoscevano. È un uomo intelligente come intelligenti sono le sue prediche. L’ultima sua predica è stata come una bomba che esplode in tutto il mondo. Lui prega ogni giorno, dice il Rosario e fa meditazione. Però è convinto. Io non posso dubitare sulla sua onestà. Ridere di chi digiuna è diabolico. Donne che digiunano tutti giorni di quaresima
Spesso la Madonna parla del Diavolo. Molti sacerdoti in Itaha ci ridono in faccia se andiamo da loro per chiedere una parola, benedizione. Lei che ne pensa? Poi ci dicono che del digiuno nel Vangelo non se ne parla.
- Ridere contro.. è prendere in giro. La Chiesa ordina solo due digiuni: mercoledì delle Ceneri e Venerdì Santo. Ma il Concilio raccomanda il digiuno. La Bibbia raccomanda il digiuno e la preghiera e il rimorso (= conversione).Sono le penitenze bibliche. Sono le devozioni bibliche. I farisei digiunavano due volte alla settimana; Gesù ha risposto loro «i miei Discepoli digiuneranno quando sarò tolto da loro». Nella storia della chiesa sempre troviamo grandi penitenze. Allora chi può ridere di questo? Condannare la penitenza e il digiuno è allontanarsi dalla Spirito della Sacra Scrittura. La Madonna dice espressamente il Venerdì e il Mercoledì a pane e acqua. Ma nel nostro popoio questa è una tradizione. Molte donne digiunano tutta la quaresima con pane e acqua. D - Quaranta giorni a pane e acqua???
V - Quarantasei giorni a pane e acqua! Quarantasei continui! Le nostre donne, le pie donne accettano così il digiuno. Ma io non posso digiunare neanche un giorno: io sono diabetico e debbo mangiare cinque volte al giorno.. . un po’, con una limitata caloria .. Ma ridere in faccia perché qualcuno digiuna almeno una volta alla settimana è diabolico. D - Chiediamo: perché Satana non viene accettato?
Non viene accettato... Nella stessa Chiesa c’è una grande confusione! Si è perso il senso di peccato. Il Signor Laurentin, un mariologo di fama mondiale, digiuna ogni venerdì a pane e acqua. E’ un richiamo della nostra Mamma celeste che ci ama. Fare come i primi cristiani, ma con umiltà! D - Quando veniamo in Jugoslavia tutto ci sembra facile, poi quando torniamo a casa tutto diventa difficile: a vivere, a mettere in pratica; troviamo difficoltà per pregare, per trovare un posto per pregare. Non troviamo sacerdoti che ci dicono: «Venite a pregare anche con i Messaggi della Madonna». Dobbiamo per questo trovare un garage.
V - Questo è incredibile. Così facevano i primi cristiani. Sì, continuate ma bisogna essere molto tranquilli, umili. Ecco, non dire «Siamo noi a rinnovare la chiesa»... Chi vi si oppone possono sere dei grandi sacerdoti e di grande valore. Anche il Vescovo Mostar ha detto che tutti quelli che apprezzano Medjugorje meritano il fondo dell’inferno. E pensa sicuramente a me... (risate). D - Sì, lo abbiamo letto su «Famiglia Cristiana». Ma la stessa rivista non ha pubblicato per intero la sua lettera. Solo il mensile Eco. V - Un amico di Milano mi ha riferito che dalla mia lettera hanno tolto quella parte dove affermo che qualunque Vescovo che afferma positivamente o negativamente su Medjugorje, esprime solo una opinione personale, e che tutti i Vescovi collegialmente ora sono competenti sui fatti di Medjugorje.
D - Possiamo recitare l’Angelus? con Lei? Poi ci dà la Benedizione.
Si, certo, anche se non lo so in Italiano. 

Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/altri_doc_medjugorje/franic.html

domenica 18 marzo 2018

Medjugorje, messaggio del 18 marzo 2018.

Medjugorje, messaggio del 18 marzo 2018. 


Croce blu  - ore 13.38
Apparizione annuale alla veggente Mirjana:


Messaggio della Regina della Pace del 18 Marzo 2018 alla veggente Mirjana:
"Cari figli!
La mia vita terrena era semplice, amavo e mi rendevano felice le piccole cose, amavo la vita dono di Dio, anche se dolori e sofferenze rompevano il mio cuore.
Figli miei avevo la forza della fede e illimitata fiducia nell'amore di Dio.
Tutti coloro che hanno la forza delle fede sono più forti, la fede ti fa vivere nel giusto e poi la luce dell'amore divino arriva sempre nel momento desiderato.
Questa è la forza che mantiene nel dolore e nella sofferenza.
Figli miei pregate per la forza della fede e confidate nel Padre celeste e non abbiate paura.
Sappiate che nessuna creatura di Dio verrà persa ma vivrà per sempre.
Ogni dolore ha la sua fine e poi comincia la vita in libertà, la dove tuti i miei figli vengono e dove tutto ritorna.
Figli miei la vostra lotta è dura, lo sarà ancor di più, però voi seguite il mio esempio.
Pregate per la forza della fede, confidate nell'amore del padre celeste.
Io sono con voi io mi manifesto a Voi io vi incoraggio, con illimitato amore materno accarezzo le vostre anime, Vi ringrazio”.


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"Draga djeco, moj zemaljski život je bio jednostavan.
Voljela sam i radovala se malim stvarima, voljela sam život, dar od Boga, iako su boli i patnje probijale moje srce.
Djeco moja, imala sam snagu vjere i bezgranično povjerenje u
Božju ljubav.
Svi oni koji imaju snagu vjere su jači.
Vjera čini da živiš po dobru i onda svjetlo Božije ljubavi dolazi uvijek u željenom trenutku.
To je snaga koja podržava u boli i patnji.
Djeco moja, molite za snagu vjere i pouzdajte se u Nebeskog Oca i ne bojte se.
Znajte da nijedno Božje stvorenje neće biti izgubljeno nego da će živjeti zauvijek.
Svaka bol ima svoj kraj i onda počinje život u slobodi tamo gdje sva moja djeca dolaze, gdje se sve vraća.
Djeco moja, vaša borba je teška, biti će jos teža, ali vi sljedite moj primjer!
Molite za snagu vjere, pouzdajte se u ljubav Nebeskog Oca.
Ja sam s vama, ja vam se očitujem, ja vas hrabrim.
S neizmjernom majčinskom ljubavlju milujem vaše duše!
Hvala vam!"

PODIJELITE DALJE!

Un bambino di dieci anni :"Digiuno il mercoledì e il venerdì“



Un bambino di dieci anni dal Guatemala: „Digiuno il mercoledì e il venerdì“

data: 17.03.2018.
Una moltitudine di pellegrini da ogni parte del mondo viene quotidianamente in pellegrinaggio a Medjugorje. Ognuno di essi ha la sua storia di vita, un ringraziamento da fare ed una preghiera sulle labbra. I giornalisti di Radio „Mir“ Medjugorje hanno avuto in questi giorni occasione di parlare con il piccolo Nicolas Liarena  di dieci anni, venuto qui dal Guatemala con i suoi genitori. Egli ha condiviso con loro la sua esperienza di fede, chiarendo il motivo per cui preferisce più pregare che giocare e qual è il suo pensiero riguardo a Medjugorje:
„Come molti prima di noi, siamo venuti a Medjugorje perché ci ha chiamato la Madonna, e per noi stare in questa terra santa è un'esperienza meravigliosa. Io ho voluto venire qui nel desiderio di convertirmi e di stare più vicino a Gesù e a Maria. Amo stare qui, perché sto trascorrendo questi giorni con la Madonna. Per me salire in preghiera sulla Collina delle apparizioni è stato meraviglioso. Ho voluto salire lassù a piedi scalzi, per fare anche io un sacrificio. Pregare e fare quel sacrificio è stato così divertente! Piuttosto che giocare, preferisco pregare, perché è la cosa migliore per la mia anima. Io sono più felice di trascorrere del tempo con il mio Padre del Cielo, piuttosto che giocare. Quando prego, sento che tutto il Cielo è con me. 
La cosa più importante della mia vita è meditare sul mio Gesù, che ha sopportato così tanti sacrifici per noi. Io lo consolo pregando. Il momento che amo di più è quando tutta la nostra famiglia si riunisce, e preghiamo tutti insieme. Digiuno il mercoledì ed il venerdì e cerco di sacrificarmi nelle cose che amo di più, perché so che questo piace a Dio. Perciò amo di più trascorrere del tempo a pregare che a giocare. Mentre salivo sulla Collina delle apparizioni, sentivo che la Madonna stava camminando con me e, una volta giunto in cima, ho sentito che là mi attendeva anche Gesù. Allora ho presentato a lui in preghiera tutti coloro che peccano. La Madonna mi ha ottenutoo un dono particolare, perché io capisca ciò che lei vuole dirmi e possa compiere ciò che chiede, in modo da poter salvare il mondo insieme agli altri“

Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/

sabato 17 marzo 2018

La Madonna, il 18 marzo apparirà a Mirjana. Un giorno si capirà il perchè abbia scelto questa data.

La Madonna, nel messaggio dato nell'ultima apparizione quotidiana del Natale 1982, ha detto a Mirjana che le sarebbe apparsa il 18 Marzo per tutta la vita. Il 18 Marzo è anche il compleanno di Mirjana, ma la Madonna ha detto a Mirjana che non le appare in questa data perché è il suo compleanno, ha detto che c’è una ragione e un giorno si capirà. Mentre le apparizioni che Mirjana ha adesso il 2 di ogni mese, iniziate nel 1987, hanno come scopo di pregare con la Madonna ed i pellegrini per la conversione dei non credenti, di chi non conosce l'Amore di Dio. Anche i messaggi dati in questa occasione sono soprattutto per chi è lontano da Dio e Mirjana ha detto che queste apparizioni del 2 del mese non sa quanto dureranno. 
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La veggente Mirjana

Mirjana Dragicevic è una dei dei veggenti di Medjugorje. E' nata a Sarajevo il 18 marzo 1965. Quando sono cominciate le apparizioni aveva 16 anni. Dal 24 giugno 1981 ha avuto apparizioni quotidiane fino al 25 dicembre 1982. Quel giorno, affidandole il decimo e ultimo segreto, la Vergine le ha promesso che avrebbe avuto un'apparizione all'anno il 18 marzo per tutta la sua vita, oltre ad altre apparizioni in altre circostanze.
Il 18 marzo è anche il giorno del suo compleanno ma Mirjana ha chiarito che la Madonna non per questo ha scelto quel giorno ma per un motivo che si comprenderà quando cominceranno a realizzarsi i segreti. Dal 2 agosto 1987, inoltre, Mirjana vede la Madonna e prega con lei per i non credenti ogni 2 del mese, intorno alle 9 del mattino e tale incontro, dal 2 gennaio 1997, è aperto anche ai pellegrini.
Ha l'incarico di svelare, tramite un sacerdote da lei scelto, i segreti dieci giorni prima del loro verificarsi. Mirjana ha scelto il francescano padre Petar Ljubicic.
La Madonna le ha dato il compito di pregare per coloro che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio.
Il 16 settembre 1989 si è sposata con sposata con il croato Marko Soldo, nipote di padre Slavko Barbaric, e oggi hanno 2 figlie.
Mirjana vive con la sua famiglia a Medjugorje.

“Siamo noi le mani tese di Maria”

Testimonianza di Mirjana
Proverò a dirvi come la Madre ci insegna ad aprire il nostro cuore e a dare a Dio il primo posto.
Ogni 2 del mese io prego con la Gospa per coloro che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio. Ma lei chiede a tutti di pregare innanzitutto per queste persone, perché la maggioranza delle cose cattive che avvengono nel mondo, come le guerre, i divorzi, la droga, gli aborti, provengono da quelli che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio. Lei dice che noi, che ci definiamo cristiani, con la nostra preghiera e il nostro esempio, possiamo aiutarli a conoscere l’amore di Dio. La Gospa non ci chiede di forzarli o criticarli, ma che li amiamo, che preghiamo per loro e diamo il nostro esempio, perché questa è l’unica a via per aiutarli. Io vi pregherei con tutto il cuore che mettiate al primo posto nelle vostre preghiere questa intenzione perché pregando per coloro che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio, noi preghiamo per noi e per il nostro futuro, per il futuro dei nostri figli e asciughiamo le lacrime che scorrono sul volto della Gospa a causa loro. 
Il messaggio più importante della Gospa è la santa Messa. Quando noi eravamo bambini, all’inizio delle apparizioni, la Gospa ci ha detto: “Figli miei, se dovete scegliere tra l’apparizione e la Santa Messa scegliete sempre la Santa Messa, perché durante la Santa Messa mio Figlio è con voi!”. 
La Gospa dà sempre a Gesù il primo posto. In tutti questi anni di apparizioni, non ha mai detto: “Pregate e io vi darò”, Lei dice sempre: “Pregate perché possa pregare mio Figlio per voi”. Sempre è Gesù al primo posto. Molti pellegrini quando vengono a Medjugorje pensano che noi veggenti siamo privilegiati, che Dio ascolta di più le nostre preghiere. Ma questo modo di pensare è sbagliato perché per la Gospa, che è madre, non esistono figli privilegiati. Per Lei siamo tutti semplicemente suoi figli, che lei sceglie per diverse missioni: noi sei per dare i suoi messaggi, voi perché, come apostoli della Gospa, portiate questi messaggi con voi. Questo lo ha detto anche nel messaggio che ha dato il 2 gennaio 2006. Lei ha detto: “Cari figli, io vi ho chiamati. Aprite i vostri cuori, lasciate che entri, perché possa fare di voi i miei apostoli”. Significa che tutti abbiamo la stessa importanza davanti alla nostra Madre. 
Forse, se ci sono dei figli privilegiati per la Gospa, io penso, guardando ai suoi messaggi, che siano i sacerdoti, perché lei non ha mai detto ciò che loro devono fare, lei mi dice sempre ciò che noi dobbiamo fare per loro. Lei dice: “Figli miei, loro non hanno bisogno dei vostri giudizi e delle vostre critiche, loro hanno bisogno delle vostre preghiere e del vostro amore. Se perdete il rispetto verso i sacerdoti, lo perderete anche verso la Chiesa e, alla fine, verso Dio. Un giorno Dio giudicherà se sono stati buoni sacerdoti, ma giudicherà anche noi, il nostro comportamento verso i sacerdoti. Perciò, quando tornate nelle vostre parrocchie, mostrate che siete stati alla scuola della Gospa, mostrate come deve essere il nostro comportamento verso i sacerdoti, mostrate loro rispetto e amore perché sono i nostri pastori. E del resto, cosa faremmo noi senza di loro? 
La Gospa ci chiede di far ritornare la preghiera in famiglia, specialmente il Rosario. Lei dice che nulla può unire la famiglia come la preghiera fatta insieme. Dice che i genitori hanno una grande responsabilità davanti ai loro figli, perché essi sono coloro che devono piantare le radici della fede nei loro figli, ma possono farlo solo con la preghiera comunitaria e con l’andare insieme alla santa Messa. I figli devono vedere che per i genitori Dio è al primo posto e che tutto il resto dopo viene. 
La Gospa ci chiede di digiunare il mercoledì e il venerdì a pane e acqua. Lei non chiede il digiuno a coloro che sono malati, ma davvero malati. Lei dice che essi attraverso la preghiera, capiranno cos’altro possono fare al posto del digiuno a pane e acqua, la preghiera li guiderà in questo. 
Chiede che ci confessiamo almeno una volta al mese. Dice che non c’è uomo sulla terra che non ha bisogno della confessione mensile.
La Madonna chiede la Bibbia abbia un posto d’onore nelle nostre case e che la leggiamo insieme in famiglia. Ci chiede di aprirla ogni giorno, di leggerne due o tre frasi, non è importante quanto, ma la Bibbia sia sempre presente nella nostra casa e non sia solo come un soprammobile che non tocchiamo mai. 
La Madonna dà una grande importanza alla benedizione. Durante l’apparizione ci benedice ma sottolinea spesso che lei dà solo una benedizione materna, ma che la più grande benedizione che possiamo ricevere sulla terra è quella del sacerdote. 
Per finire vi dirò cosa è per me Medjugorje raccontandovi un episodio ho vissuto io stessa. Un giorno sono andata sul monte Križevac, e voi sapete quanto è difficile salirvi. Davanti a me c'erano 6 giovani italiani che portavano su una barella un giovane handicappato con molta fatica ma anche con tanta gioia. Dopo un po’ è arrivato un gruppo americano e, senza tante parole hanno preso questo giovane handicappato italiano e hanno iniziato a portarlo loro. Dopo un po' di tempo sono arrivati i tedeschi e anche loro, senza tante parole, hanno preso questo giovane e lo hanno portato. Per sintetizzare, questo giovane è giunto sotto la croce sul monte Križevac portato dalle mani di tutto il mondo!  Questo è ciò che la Madre desidera da noi: che le nostre mani siano mani tese verso il prossimo e mani unite tra noi.